martedì 23 maggio 2017

Cos'è il Ramadan.


Ramadan in arabo significa "Mese torrido" è il nono mese del calendario islamico che è legato ai mesi lunari e perciò non cade in un mese specifico del nostro calendario, ma varia di anno in anno; rispetto al calendario solare, le date di Ramadan variano spostandosi all'indietro di circa undici giorni ogni anno, a seconda della luna.
E' il mese del digiuno islamico durante il quale i credenti musulmani devono astenersi dal mangiare, dal bere e da rapporti sessuali, dall'alba fino al tramonto. Il digiuno è destinato ad insegnare ai musulmani la pazienza, l'umiltà e la spiritualità.
Durante il Ramadan, i musulmani chiedono perdono per i peccati passati, pregano perché Allah li guidi e li aiuti ad astenersi dai mali di tutti i giorni e li sostenga nella purificazione attraverso l'autocontrollo e le buone azioni. 
Il Ramadan è un mese di carità, durante il quale il credente deve dividere i suoi beni con coloro che ne hanno bisogno. 
Il Ramadan per il musulmano praticante è quello che la Quaresima è per i cristiani praticanti: un mese di sacrifici per il corpo e di elevazione spirituale nella meditazione e nella preghiera, anche se il senso è diverso. Il digiuno cristiano della quaresima rievoca l'esperienza degli Ebrei nel deserto, nelle difficoltà della natura, senza cibo e acqua, avendo solo la parola di Dio per guida fino a sfociare nella gloria della Pasqua, mentre il mese di Ramadan non rievoca alcun evento, ma ha lo scopo di testimoniare la sottomissione fiduciosa, l'obbedienza spontanea e la voglia di corrispondere alla volontà di Dio dei fedeli musulmani. l digiuno, durante il sacro mese di Ramadan, è atto basilare di culto, obbligatorio per tutti i musulmani tranne che per alcune categorie di persone. Per legge sono esenti dal digiuno i minorenni, i vecchi, i malati di mente, i malati cronici, i viaggiatori, le donne in stato di gravidanza o che allattano, le persone in età avanzata, nel caso che il digiuno possa comportare un rischio per loro ed è proibito alle donne musulmane mestruate e in puerperio. La rottura involontaria del digiuno non comporta nessuna sanzione, purché si riprenda subito dopo aver preso coscienza di tale rottura. In caso di interruzione consapevole, bisogna rimediare con l’offerta di un pasto a un certo numero di musulmani bisognosi, oppure dare l’equivalente in denaro; diversamente bisogna digiunare per sessanta giorni. Con il sorgere della luna nuova del mese di Shawwal ha termine il mese di Ramadan e con esso finisce l'astinenza ed inizia 'Id al-Fitr, la festa della rottura. Il Ramadan nel 2017 avrà inizio venerdì 26 maggio e terminerà  sabato 24 giugno.


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sabato 6 maggio 2017

La poesia turca di: Nâzım Hikmet


  Alla vita




          Prendila sul serio
          come fa lo scoiattolo, ad esempio,
          senza aspettarti nulla
          dal di fuori o nell'aldilà.
          Non avrai altro da fare che vivere.
          La vita non è uno scherzo.
          Prendila sul serio
          ma sul serio a tal punto
          che messo contro un muro, ad esempio, le mani legate,
          o dentro un laboratorio
          col camice bianco e grandi occhiali,
          tu muoia affinché vivano gli uomini
          gli uomini di cui non conoscerai la faccia,
          e morrai sapendo
          che nulla è più bello, più vero della vita.
          Prendila sul serio
          ma sul serio a tal punto
          che a settant'anni, ad esempio, pianterai degli ulivi
          non perché restino ai tuoi figli
          ma perché non crederai alla morte
          pur temendola,
          e la vita peserà di più sulla bilancia.

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sabato 22 aprile 2017

Festività islamiche : Lailat al Miraj


Burāq

                                                    24 aprile 2017

                            si festeggia" Lailat al Miraj" (o Lailat Al-Isra) 

ovvero il viaggio notturno di Maometto. La storia, come ci è raccontata dalle fonti islamiche, parla di un viaggio mistico (isra) , dalla Mecca a Gerusalemme, seguito da un'ascensione (miraj), durante la quale Maometto salì, uno dopo l'altro, i sette cieli della creazione. In ciascun cielo Maometto incontrò i profeti di Dio che lo avevano preceduto: Davide, Salomone, Mosè, Gesù, Abramo, Ismaele, fino ad Adamo il primo profeta. Giunto al settimo cielo, Maometto fu ammesso al cospetto di Dio. Tutto ciò fu possibile grazie ad un destriero alato mitico chiamato Burāq dal volto umano femminile e dal corpo a metà strada tra il mulo e l'asino e si svolse in meno del tempo di un battito di ciglia. Un Hadit afferma esplicitamente che una brocca d'acqua, che si era rovesciata vicino al letto di Maometto nel momento in cui era iniziata la sua visione, non ebbe nemmeno il tempo di versare il liquido contenuto, mentre il Profeta compiva tutto il suo viaggio. Alla fine della sua visione, Maometto si ritrovò alla Mecca da dove era partito. E' del tutto ovvio che il giudizio sulla veridicità di questa esperienza può essere espresso solo a partire dalla fede e dalle convinzioni di ciascuno, ma questa storia ha comunque avuto moltissimi echi e riprese nel mondo arabo, dove ha portato alle complesse simbologie dei Sufi, e anche nel mondo cristiano: è infatti evidente la somiglianza tra lo schema della storia dell'ascensione di Maometto con le sue tappe e incontri in ciascuno dei sette cieli, con la storia raccontata da Dante nella Divina Commedia. In effetti oggi si da per scontata l'influenza del "Libro della scala"( un poema arabo che racconta il viaggio di Maometto) con il grande poema di Dante.

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mercoledì 22 marzo 2017

Tradizioni nuziali arabe

A wedding procession. 

E’ tradizione, ma non è obbligatorio, che i matrimoni nei paesi arabi durino parecchi giorni. Si organizzano varie feste per celebrare i diversi aspetti del matrimonio. Ogni festa ha le sue tradizioni come lo "zaffeh” in Libano e regali dolci per gli invitati in Iran.
Ai giorni nostri alcune coppie moderne, per scelta personale, riducono la durata della cerimonia e quella del numero delle feste. 

Festa di fidanzamento
Dopo che la sposa ha accettato un’offerta di matrimonio, è costume per le famiglie della sposa e dello sposo dare una festa per parenti e amici. In quest’occasione le feste che includono musica, danze e grandi quantità di specialità gastronomiche locali possono protrarsi fino a tarda notte e la futura sposa può cambiarsi d'abito diverse volte.

Lo Zaffeh libanese
Ci sono molte culture in Libano, ma una tradizione è comune a tutte. Lo "zaffeh" ovvero uno spettacolare momento in cui, in una grande festa di musica, balli e canti popolari, gli amici e i parenti accompagnano in un lungo corteo lo sposo dalla sua futura moglie.  Lo sposo entra nella casa e porta via la sposa. La coppia è accompagnata da una folla in festa che li saluta e augura loro tanta fortuna nel matrimonio.

I regali iraniani
In Iran, è tradizione dare un regalo speciale agli invitati del matrimonio. Questo costume è stato praticato in Iran per secoli, addirittura prima che nascesse la religione islamica. Ogni invitato va solitamente a casa con un dolce avvolto nella seta o nel pizzo. Esempi di regali che possono essere fatti sono i cosiddetti “noghl” (confetti alle mandorle) o i "nabat” (cristalli di zucchero che si sciolgono nel tè). Quest’usanza deriva dal fatto che le spose fossero solite visitare le case del proprio villaggio per annunciare il loro fidanzamento. Durante queste visite, esse portavano con sé dei dolci per festeggiare con parenti e amici.

Le mandorle
Una tradizione che molte nazioni in cui si parla arabo continuano a praticare, è servire mandorle durante il ricevimento nuziale. Durante la festa nuziale ci si assicura che ciascun invitato riceva cinque mandorle. Le mandorle rappresentano i cinque desideri sacri per il matrimonio, che includono felicità, ricchezza e longevità. Talvolta le mandorle possono essere caramellate. Il cuore della mandorla rappresenta i tempi duri che la coppia dovrà affrontare durante il matrimonio, mentre la parte dolce rappresenta l’amore. Vengono date cinque mandorle anche perché il cinque è un numero dispari e i numeri dispari non possono essere divisi,un simbolo della coppia che sta insieme.

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sabato 11 febbraio 2017

La poesia araba di Nizar Qabbani

 Confronto d'amore.



                               Non rassomiglio agli altri tuoi amanti, mia signora
                                 Se un altro ti donasse una nuvola
                                 Io ti darei la pioggia
                                 Se ti desse un lume
                                 Io ti donerei la luna
                                 Se ti donasse un ramo germogliato
                                 Io tutti gli alberi
                                 E se un altro di donasse una nave
                                 Io ti darei l'intero viaggio.


Nizar Qabbani

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mercoledì 25 gennaio 2017

Proverbi egiziani



               - Non si può togliere il veleno al coccodrillo e agli uomini malvagi.
               - Non rispondere all'ignorante,crea discordia.Il suo cuore,infatti,
                 non accetterà mai la verità.
               - Non dare insegnamenti a chi non ti vuole ascoltare .
               - Non litigare con uno arrabbiato.
               - Agisci sempre con calma; la fretta è cattiva consigliera.

   ill:  Les négociations – Aquarelle de Bouhammadi


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lunedì 2 gennaio 2017

La poesia araba di Mahmoud Darwish:


Si tratta di un uomo




Incatenarono la sua bocca
legarono le sue mani
alla roccia della morte
e dissero: “sei un assassino“.
Gli tolsero il cibo, gli abiti, le bandiere
lo gettarono nella cella dei morti
e dissero: “sei un ladro“.
Lo rifiutarono in tutti i porti
portarono via la sua piccola amata
e dissero: “sei un profugo“.
O tu, dagli occhi e le mani sanguinanti!
la notte è effimera,
né la camera dell’arresto
né gli anelli delle catene
sono permanenti.
Nerone è morto, ma Roma no,
lotta persino con gli occhi!
e i chicchi di una spiga morente
riempiranno la valle di grano.

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