venerdì 16 novembre 2012

I libri di Najim:

Ogni mattina a Jenin


La vita della famiglia Abulheja, proprietari terrieri da generazioni a ‘Ain Hod, viene stravolta. L’arrivo dei profughi ebrei e poi la nascita dello stato di Israele li caccia dalla terra natia, verso il campo profughi di Jenin. E li sottopone a una serie di violenze, di angherie, di drammatici soprusi. Eppure, superando il dramma dell‘esclusione dai luoghi degli avi, gli Abulheja si impegnano perché la vita continui. Figure orgogliose, il vecchio patriarca Yehya Muhammad e i figli Hassan e Darwish. E straordinarie le donne, a cominciare dalla moglie di Hassan, Dalia, bella e ribelle, che nell’angustia del campo profughi, cerca di dare senso ai giorni nonostante la drammatica ferita del rapimento di un figlio, poco più che neonato. Sta nelle mani delle donne, il filo dei rapporti e della memoria. Che da Dalia passa alla figlia Amal, e da lei a Sara. La storia della Palestina, intrecciata alle vicende di una famiglia che diventa simbolo delle famiglie palestinesi, scorre, crudele, dagli anni Cinquanta alle soglie del Duemila.In primo piano c'è la tragedia dell'esilio, la guerra, la perdita della terra e degli affetti, la vita nei campi profughi, condannati a sopravvivere in attesa di una svolta.

...1941
" In un tempo lontano, prima che la storia marciasse per le colline e annientasse presente e futuro, prima che il vento afferrasse la terra per un angolo e le scrollasse via nome e identità, prima della nascita di Amal, un paesino ad est di Haifa viveva tranquillo di fichi e olive, di frontiere aperte e di sole. Era ancora buio, solo i bambini dormivano, mentre gli abitanti di 'Ain Hod si preparavano alla salat del mattino, la prima delle cinque preghiere giornaliere. La luna pendeva bassa come una fibbia che legasse cielo e terra, una scheggia timorosa di farsi piena. Gambe e braccia si tendevano, l'acqua lavava via il sonno, occhi speranzosi si aprivano. Il udu', l'abluzione rituale prima della salat, spandeva il mormorio della shahada nella foschia del mattino sottoforma di centinaia di sussurri che proclamavano l'unicità di Dio e rendevano onore al suo Profeta. Quel giorno si pregava all'aperto e con particolare riverenza perché iniziava la raccolta delle olive....."

Susan Abulhawa

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