lunedì 26 gennaio 2009

La poesia araba di Nizar Qabbani



                             Se il demone fosse uscito dalla lampada
                                            e mi avesse detto: Eccomi,
                                            hai un minuto solo,
                                            scegli tutto ciò che vuoi
                                            di granati e di smeraldi,
                                            io avrei scelto i suoi occhi
                                           senza esitazione.

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venerdì 2 gennaio 2009

Danza orientale - la leggenda

La danza orientale è considerata una delle più antiche danze del mondo, soprattutto in Egitto, Libano, Iraq, Turchia e nei Paesi del Medio Oriente e del Maghreb.
Raqs sharqi è il nome arabo e significa " danza orientale" , mentre " danza del ventre" è il nome dato dagli occidentali intorno al  1800.
Nell’Antico Egitto non veniva compresa l’alternanza fra giorno e notte come fenomeno naturale. Gli egizi pensavano che nel cielo vivesse una grande dea che partorisse dal suo ventre il sole di giorno e la luna di notte. Iside era considerata la Dea Madre che possedeva il dono di generare la vita ed in suo onore si eseguivano danze che simulavano la fertilità e l’origine della vita mediante movimenti e ondulazioni del ventre.
La leggenda vuole che Iside, Dea della Luna, della Bellezza, della Magia e del Mistero affascinasse chiunque con la sua gentilezza e delicatezza e  che concedesse fertilità, femminilità e bellezza alle donne che danzassero in suo onore. A lei si offrivano fiori di loto, incenso, essenze, acqua e frutta. Le donne iniziavano le danze compiendo passi e movimenti del ventre, coperte da un velo che, una volta tolto, simboleggiava la rivelazione del mistero, rappresentando la nascita della luce. Quando gli Arabi invasero l'Impero Egizio, rimasero affascinati dalla danza di Iside e ne assorbirono i costumi, aggiungendo un ritmo accelerato e un clima festoso.
La danza egizia si compone di quattro fasi: Luna Calante: la danzatrice entra con il velo, celando il proprio corpo e mostrando che il mistero sarà svelato; Luna Crescente: la danzatrice si toglie il Velo e la musica si anima, accelerando i suoi movimenti; Luna Piena: la danzatrice si rivela completamente, girando, vorticando e muovendosi nello spazio; Luna Nuova: la danzatrice si rinnova con movimenti ondulatori e con il Ventre sinuoso e pulsante.
In tempi remoti, il battito delle mani, lo schioccare delle dita e il canto erano gli unici accompagnamenti musicali della danza. In seguito nacquero strumenti a percussione seguiti da quelli melodici che si evolsero fino ai nostri giorni.
L’abbigliamento prevede un vestito con diversi spacchi laterali, che permettono di velare e svelare le gambe, un reggiseno ricamato, oppure un costume detto baladi, all’egiziana con una cintura in stoffa ed un copricapo a bandana.
I sonagli, i monili e la cintura, oltre ad essere usati come abbigliamento svolgono un ruolo per far risaltare la musicalità ritmica di alcuni movimenti tipici del bacino e del petto.

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