sabato 25 maggio 2013

Abbigliamento nel mondo arabo tra passato e presente:

Il costume tradizionale delle donne della Cabilia 



La Cabilia è la regione dell’Algeria abitata dai Cabili, popolo di origine berbera che ha conservato, attraverso i secoli, le proprie caratteristiche. E' la donna la custode delle tradizioni, della lingua, dei rituali e dei valori ed anche il suo costume tradizionale ha subìto, nel corso degli anni, pochissimi cambiamenti. All’ inizio, il vecchio abito cabilo, era confezionato in lana bianca tessuta in un unico pezzo ed era accompagnato dal cosiddetto axellal, una specie di cappotto invernale che veniva appoggiato sulle spalle ed era senza cuciture. Nel 20 ° secolo, il tessuto industriale di cotone stampato ha sostituito la lana, dando origine all’ abito tradizionale che la donna cabila ancora oggi indossa   e che  ha ispirato molti artisti, poeti e pittori. L’ elemento base di questo abbigliamento è la djebba cabila, detta anche “thaqandourth”. Solitamente in raso è caratterizzata da elaborate passamanerie che ornano i bordi del vestito e impreziosiscono la scollatura arrotondata, ha volants e maniche lunghe. Sul petto vi sono ricamati motivi berberi. Sopra la gonna  viene indossata la foudha ( o foutah), un grembiule, che scende fino alle caviglie ed è legato  sui fianchi. Tessuto a larghe strisce nere, gialle, viola, e rosse ha uno stampato berbero diverso per ogni tribù. Indossato quotidianamente sopra gli abiti, permette di mantenerli puliti durante i lavori casalinghi e dei campi (raccolta olive). La cintura utilizzata si chiama h’zam e, in questo tipo di costume, è costituita da un insieme di fili di lana multicolori intrecciati che terminano alle estremità con dei pompons.
Sul capo si usa il m’harma , un foulard  che si nota soprattutto per i suoi motivi floreali dalle calde tonalità. E’ un quadrato (misura un metro per lato), che la donna piega a triangolo per metterlo dietro la nuca riportando poi le estremità  al di sopra della fronte. In questi ultimi anni il vestito della Cabilia si è modernizzato diventando più leggero e con ricami più fini, ma questa nuova versione non è ancora pronta a detronizzare il vestito tradizionale che non può mancare nelle occasioni speciali, nelle danze e nei matrimoni accompagnato dai caratteristici gioielli cabili. Molte sono anche le donne che, provenienti da altre parti del paese, non esitano ad acquistare un abito della Cabilia per il loro corredo.

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venerdì 10 maggio 2013

Il cuore di una madre ( leggenda araba)


Hassan amava teneramente sua madre e appassionatamente Leila, sua moglie. Ma a Leila, che era terribilmente gelosa, non piaceva la madre di Hassan. Costantemente torturava suo marito con le sue richieste. 
“ Se tu mi amassi veramente, non accetteresti che un’altra donna detti legge sotto il nostro tetto.” 
E Hassan fece uscire sua madre dalla loro casa. 
“Se tu mi amassi veramente, non vorresti più vedere questa donna che spettegola su di me di nascosto.” 
E nonostante la sua pena, Hassan non andò più  a far visita alla sua povera madre. Ma la gelosia di Leila era illimitata e un giorno, chiese ad Hassan la più crudele delle prove. 
“Se tu mi amassi veramente, dovresti andare a uccidere questa donna che mi tortura giorno e notte e dovresti portarmi il suo cuore.” 
Hassan prese il coltello. Andò da sua madre e le strappò il cuore. Ma mentre, in lacrime, portava il trofeo alla sua amata, inciampò in un sasso e il cuore cadde a terra. Dal cuore, tutto sporco di polvere, uscì una vocina “Hassan, figlio mio, ti sei fatto male?" 

illustrazione di Faiza Faghni

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