lunedì 30 marzo 2015

Abbigliamento arabo tra passato e presente: kameez shalwar


Il kameez shalwar  o shalwar qamis è l’abito tradizionale del Pakistan, ma viene utilizzato moltissimo anche in India , Bangladesh, Afghanistan e nel Punjab, tanto da essere denominato anche “vestito di Punjabi”. E’ indossato sia dagli uomini che dalle donne. Shalwar sono i pantaloni che possono essere molto larghi oppure più stretti nella parte inferiore (in questo caso prendono il nome di churidar) ed hanno un laccio in vita per regolarne la misura. Kameez o qamis è la camicia lunga o tunica le cui cuciture laterali (dette chaak) sono lasciate aperte dalla cintura in giù per dare a chi la indossa più libertà di movimento. Le donne che portano il kameez shalwar usano solitamente una sciarpa lunga più di 2 metri (dupatta) avvolta intorno alla testa o al collo. Per le donne musulmane, la dupatta è l’alternativa al più rigido chador o al burqa.Per le donne indù (in particolare quelle provenienti da nord dell'India, dove il salwar kameez è più popolare), la dupatta viene utilizzata quando si deve coprire la testa, come in un tempio o in presenza di anziani. Per le altre donne, la dupatta è semplicemente un accessorio elegante che può essere indossato su una spalla, drappeggiato intorno al petto o sopra entrambe le spalle. Le versioni moderne del kameez shalwar femminile sono molto meno modeste delle versioni tradizionali.

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venerdì 6 marzo 2015

La poesia libanese di : Joumana Haddad


Sono una donna



Nessuno può immaginare
quel che dico quando me ne sto in silenzio
chi vedo quando chiudo gli occhi
come vengo sospinta quando vengo sospinta
cosa cerco quando lascio libere le mani.
Nessuno, nessuno sa
quando ho fame quando parto
quando cammino e quando mi perdo,
e nessuno sa
che per me andare è ritornare
e ritornare è indietreggiare,
che la mia debolezza è una maschera,
e quel che seguirà è una tempesta.
Credono di sapere
e io glielo lascio credere
e io avvengo.
Hanno costruito per me una gabbia affinché
la mia libertà
fosse una loro concessione
e ringraziassi e obbedissi.
Ma io sono libera prima e dopo di loro,
con loro e senza loro
sono libera nella vittoria e nella sconfitta.
La mia prigione è la mia volontà!
La chiave della mia prigione è la loro lingua
ma la loro lingua si avvinghia intorno alle dita 
del mio 
desiderio
e il mio desiderio non riusciranno mai a domare.
Sono una donna.
Credono che la mia libertà sia loro sia loro proprietà
e io glielo lascio credere
e avvengo.

Joumana Haddad (1970) poetessa, giornalista e traduttrice libanese è una delle esponenti di punta della poesia araba contemporanea.


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