martedì 27 ottobre 2015

La mano di Fatima


La leggenda racconta che una sera Fatima, (figlia del Profeta Maometto andata in sposa ad Ali, nipote del padre) stava preparando la cena, quando vide rientrare il marito, di cui era perdutamente innamorata, con una concubina. Profondamente addolorata dall'arrivo di questa donna, Fatima non si accorse di aver lasciato cadere il cucchiaio di legno con cui stava cuocendo la cena e continuò a mescolare con la mano, senza sentire dolore fisico, poiché la pena che provava nel cuore era talmente forte da non farle sentire il bruciore alla mano.
Quando il marito arrivò in cucina, trovandola in quello stato, le chiese cosa stesse facendo e, solo in quel momento, lei si riscosse, accorgendosi della bruciatura e del forte dolore alla mano. Ali si prese cura di lei, ma poi le disse che avrebbe passato la notte con la nuova sposa.
Fatima accettò la volontà del marito, ma quando l’uomo si recò nella sua stanza con la concubina, lei li osservò di nascosto da una fessura tra le assi di legno della parete della camera. Si dice che quando vide Ali baciare la nuova moglie, una lacrima uscì dagli occhi di Fatima, per andarsi ad appoggiare sulla spalla del marito, facendogli capire l'amore che provava per lui e convincendolo a rinunciare alla nuova moglie. La mano di Fatima è diventata così un amuleto a forma di palmo aperto chiamato “hamsa”, o “khamsa” considerato una potente protezione contro le malvagità, il malocchio, la gelosia ed i cattivi pensieri in tutto il territorio del nord Africa e di parte del Medio Oriente. Le giovani donne arabe ed islamiche  lo indossano anche per ricevere il dono della pazienza, che porterà loro gioia, fortuna e ricchezza. La parola “hamsa” (o khamsa) significa cinque, numero che, nella religione musulmana riveste un valore sacro: per i Sunniti rappresenta i cinque pilastri della fede, mentre gli Sciiti vi riconoscono l'autorità dei cinque uomini con il turbante, figure religiose inviate direttamente dal Profeta. Spesso le ricche decorazioni presenti sul pendente vengono completate con il disegno di un occhio centrale, per alcuni è l'occhio di Dio che vigila sui fedeli, per altri un potente talismano che allontana il malocchio.

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domenica 18 ottobre 2015

giovedì 1 ottobre 2015

La poesia araba di Mahmoud Darwish.

 Profugo

"Refugees" (1938), an oil painting by Leon Bibe

Hanno incatenato la sua bocca
e legato le sue mani alla pietra dei morti.
Hanno detto: “Assassino!”,
gli hanno tolto il cibo, le vesti, le bandiere
e lo hanno gettato nella cella dei morti.
Hanno detto: “Ladro!”,
lo hanno rifiutato in tutti i porti,
hanno portato via il suo piccolo amore,
poi hanno detto: “Profugo!”.
Tu che hai piedi e mani insanguinati,
la notte è effimera,
né gli anelli delle catene sono indistruttibili,
perché i chicchi della mia spiga che va seccando
riempiranno la valle di grano.


Mahmoud Darwish


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