lunedì 28 settembre 2026

Racconto sufi : la chiave sotto il lampione


Un passante vide un uomo cercare qualcosa per terra, sotto un lampione. «Che cosa hai perso?», chiese. «La chiave di casa», rispose l’uomo. Cercarono insieme, ma niente.

Dopo un po’, il passante domandò: «Sei sicuro di averla persa qui?» «No», disse l’uomo. «L’ho persa dall’altra parte della strada. Ma lì è buio, qui c’è luce».

Morale finale: spesso cerchiamo soluzioni dove è comodo, non dove è vero. La luce migliore è quella che illumina il punto giusto, non quella che ci fa sentire al sicuro.

lunedì 31 agosto 2026

Conoscere i tuareg: l'alimentazione



I Tuareg vivono principalmente di prodotti ricavati dai loro animali, capre , pecore e dromedari. La loro alimentazione è costituita da latte cagliato, burro fermentato, datteri e cereali dai quali ottengono la farina. Il latte cagliato o fermentato insieme al burro costituisce la base energetica quotidiana. La carne è mangiata raramente, ma quando arriva l’ospite che va assolutamente onorato, si uccide la capra secondo la tradizione musulmana e si cuoce in vari modi. Tra i cereali il miglio e il sorgo sono i più usati. Vengono consumati sotto forma di farina, pappe o una sorta di polenta che può essere speziata oppure accompagnata da latte fresco cagliato e/o burro fuso. La taguella  è il pane tradizionale dei nomadi. Nella lingua berbera dei Tuareg, la parola taguella significa “cibo a base di cereali” o “cialda”. Questo pane, al centro dei pasti dei nomadi, è un alimento pratico da preparare nel deserto, con requisiti materiali minimi: sabbia e fuoco. Per questo motivo viene spesso soprannominato “pane di sabbia”.  Viene cotta lentamente sotto la cenere e la brace, permettendo ai nomadi di godersi un momento di convivialità intorno al fuoco sorseggiando un tè tradizionale. E per finire,  i datteri che  raccolti o barattati durante i viaggi carovanieri, offrono un apporto calorico fondamentale.

martedì 21 luglio 2026

Racconto sufi : il nodo e la corda


Un discepolo mostrò al maestro una corda piena di nodi. «Aiutami a scioglierli», disse. Il maestro iniziò a tirare forte. I nodi si strinsero ancora di più.

Allora il discepolo disse: «Così non funziona». Il maestro sorrise: «Esatto. Molti tirano la vita quando sentono un nodo. Ma un nodo si scioglie avvicinandosi, guardandolo, toccandolo con pazienza».

Morale finale: la forza non sempre libera. In certi passaggi serve delicatezza, e il coraggio di restare presenti.

venerdì 29 maggio 2026

la leggenda di Marrakech



Narra un'antica leggenda araba che un tempo il mondo era coperto di giardini lussureggianti, palmeti ombrosi e ruscelli d'acqua fresca. Un paradiso in terra, nel quale gli uomini vivevano felicemente. Ma questo Eden non era destinato a durare. Gli uomini cominciarono a litigare e a ingannarsi l'un l'altro; per punirli, Allah prese a gettare un granello di sabbia per ogni menzogna pronunciata. Fu così che si formò il deserto del Sahara. Un solo luogo rimase verde e fiorito come un tempo. Ed è lì che venne fondata la città chiamata Marrakech.

martedì 28 aprile 2026

La poesia palestinese di Samih al-Qasim : Cammino fiero

 

Cammino fiero,
cammino a testa alta

Porto in mano un ramo d’ulivo
e il corpo sulle mie spalle
e cammino, e cammino

Il mio cuore è una luna rossa
il mio cuore è un giardino
pieno di bacche e basilico.

Le mie labbra sono un cielo che gronda a volte fuoco,
a volte amore

Porto in mano un ramo d’ulivo
e il corpo e sulle mie spalle
e cammino, e cammino.


Samih al-Qasim

giovedì 26 marzo 2026

Racconto sufi : la tazza già piena

Un uomo andò da un maestro e disse: «Insegnami la verità. Voglio capire». Il maestro lo invitò a sedersi e versò del tè in una tazza. Continuò a versare anche quando la tazza era piena: il tè traboccò sul tavolo.«Basta!», esclamò l’uomo. «Non vedi che è piena?» Il maestro annuì: «Così sei anche tu. Pieno di idee e conclusioni. Se vuoi che entri qualcosa di nuovo, prima serve spazio».

Morale: quando crediamo di sapere già, smettiamo di ascoltare. La comprensione nasce da un vuoto gentile, non da un pieno affollato.

domenica 8 febbraio 2026

Espressioni arabe: Il linguaggio del “cuore”


فتَح لي قَلْبَه = mi ha aperto il suo cuore 

(vale a dire: “si è confidato con me”)

كان قَلْبُه على كفِّه
= il suo cuore stava sul suo palmo 

(cioè: “temeva un brutto evento”, “stava rischiando”)

كان قَلْبُه على لِسانِه
= il suo cuore stava sulla sua lingua 

(”ha parlato con sincerità”)

بَسيط القَلْب
= dal cuore semplice       

(”un sempliciotto”)

ضَعِيف القَلْب
= dal cuore debole 

(”un vile”)

قَلْبُه حَدّثَه
= il suo cuore gli ha parlato 

(”ha avuto l’idea di”)

عن صَميم القَلْب
= dal profondo del cuore



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