sabato 7 maggio 2011

La poesia araba di Mahmùd Darwish


Per mia madre


Bramo il pane di mia madre
il caffé di mia madre
il tocco di mia madre
Cresce  in me l’infanzia
giorno dopo giorno
ed amo la mia vita… perché
nell'ora della mia morte
mi vergogno delle lacrime di mia madre !
E se tornassi indietro un giorno
prendimi  velo per  tue ciglia
e copri le mie ossa con erba
benedetta dalla tua caviglia.
E stringi le mie catene
con un ricciolo dei tuoi capelli
con un filo penzolante dall’orlo del tuo vestito.
Forse diverrei un dio
un dio diverrei…
se toccassi le profondità del tuo cuore !
      
Se tornassi indietro … usami
combustibile nella fornace del tuo fuoco,
corda da panni sul tetto della tua casa,
perché divenni debole per stare in piedi
senza la tua preghiera giornaliera.
Diventai vecchio decrepito.
Restituiscimi le stelle dell’infanzia
così che io,
condivida con i piccoli uccelli
il percorso di ritorno
verso il nido della tua attesa.


Per mia madre”, è stata scritta da Mahmud Darwish  durante un periodo di prigionia; racconta la nostalgia di un figlio incarcerato per sua madre, e’ la confessione di un sentimento personale ed universale al tempo stesso, tanto che è diventata una canzone popolare conosciuta in tutto il mondo arabo.

ill: 
Coptic Mother and Child, 1875, painting by Frederick Goodall

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