martedì 22 giugno 2010

La poesia araba di Mahmùd Darwish


Carta d'identità

Scrivi!
Sono un arabo
carta d'identità numero cinquantamila
ho otto figli
e il nono arriverà... dopo l'estate.
Ti arrabbi?

Scrivi!
Sono un arabo
lavoro con i miei compagni di fatica
in una pietraia
ho otto figli
per loro cavo la pietra
per un tozzo di pane,
gli abiti e i quaderni
e non vengo a mendicare alla tua porta
e non mi abbasso
davanti al lastricato della tua soglia.
Ti arrabbi?

Scrivi!
Sono un arabo
un nome senza titoli
sono paziente in un paese
pervaso da fremiti di rabbia
le mie radici...
fissate prima che nascesse il tempo
prima che avessero inizio le ere
prima del cipresso e degli ulivi
prima che germogliasse la vegetazione.

Mio padre... è della famiglia dell'aratro
e non di una stirpe di signori
e mio nonno un contadino
senza alberi genealogici!
Mi ha insegnato il moto degli astri
prima di leggere i libri.
La mia casa un capanno di guardiano
fatto di rami e canne.
Soddisfatto della mia posizione?
Ho un nome senza titoli!

Scrivi!
Sono un arabo
capelli neri
occhi marroni
segni distintivi:
in testa una kefiah fissata dal cordone
e il palmo rugoso come roccia
raschia la mano che lo sfiora.

il mio indirizzo:
sono di un villaggio lontano, dimenticato
dalle strade senza nome
e tutti gli uomini sono al campo o alla pietraia
Ti arrabbi?

Scrivi!
Sono un arabo
spogliato dalle vigne dei miei avi
e della terra che coltivavo
con tutti i miei figli
e tu a noi non hai lasciato
e a tutta la nostra discendenza
che queste pietre...
le prenderà il vostro governo... come dicono?
Allora!

Scrivi
in cima alla prima pagina
"Io non odio i miei simili
e non aggredisco nessuno.
Ma... se avessi fame
mangerei la carne del mio usurpatore.
Attento sta' attento
alla mia fame
e alla mia rabbia!"


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