martedì 3 gennaio 2012

Le odalische



Negli harem ottomani, ogni componente femminile proveniva dal mercato degli schiavi o da un territorio conquistato, quale preda di guerra; oppure era un dono fatto al sultano da sua madre (validè sultàn), dalle sue sorelle o da un alto funzionario dello Stato, che solitamente provvedevano a una prima educazione della ragazza. Di norma si trattava di ragazze accuratamente scelte, non comuni per bellezza e altre doti.  Ve ne erano di tre tipi: quelle relativamente anziane, adibite al basso servizio; altre acquistate ancora bambine, all'età di cinque o sei anni, alle quali nel Palazzo venivano insegnate musica, danza, etichetta e letteratura; e infine le più belle, con un’età compresa fra i quindici e i vent'anni. Giunte a Palazzo, ricevevano un nuovo nome e una ulteriore istruzione. Tutte dovevano studiare bene il turco, saper leggere il Corano e conoscere storia turca e religione islamica. A questo punto diventavano  "novizie" poi, con il  passare del tempo potevano diventare  kalfa, e semmai alla fine usta.  Le usta  (dall'arabo ustaz= professore, maestro) erano le odalische di più alto grado, servivano di persona il sultano, ricevevano stipendi consistenti e potevano dimettersi quando lo desideravano. 
Tutte le odalische,("odalisca" significa "cameriera" da oda= stanza) dall'ultima novizia alla tesoriera in capo, percepivano un salario giornaliero in aspri d'argento, a seconda delle rispettive mansioni, mentre il loro abbigliamento era pagato dal Tesoro del Palazzo; in occasioni di feste e di nascite ricevevano ricchi doni. 
Tutte le domestiche, dopo nove anni di servizio, se lo desideravano, potevano lasciare il Palazzo e anche sposarsi; veniva rilasciato loro un "certificato di liberazione". A quelle che si sposavano, oltre ai doni delle amiche e della validè, venivano dati un anello di diamanti, orecchini di diamanti, un orologio d'oro, porta bicchieri d'argento, due cucchiai e il corredo per la casa; ma quando se ne andavano dopo un servizio più prolungato (diciotto anni e più) ricevevano anche case e terreni, oppure pensioni.  Le odalische vergini, o apprendiste, vivevano in due appartamenti separati dal resto dell'harem, dove cucivano, ricamavano, e studiavano. Imparavano musica, danza o canto e le regole dell'etichetta di corte. La validè sultàn sceglieva fra queste il proprio seguito. 
Divenute più abili nelle rispettive mansioni, venivano chiamate kalfa. A seconda delle loro qualità e della loro bellezza venivano destinate al servizio negli alloggi del sultano, delle "signore" del sultano, della validè, dei prìncipi, delle favorite. Vi erano tre gradi di kalfa; e di solito il sultano stesso sceglieva quelle di primo grado, che sapevano suonare, cantare, scrivere poesie e istruire le apprendiste. Quelle di secondo grado dirigevano le novizie e le cameriere comuni. Quelle di terzo grado servivano le prime e le seconde. 
Le odalische alternavano una settimana di lavoro ad una di riposo, con turni rigidamente fissati che iniziavano ogni venerdì. Ogni notte un gruppo di kalfa, dalle 15 alle 20, sorvegliava gli alloggi e pattugliava tutte le stanze e i giardini. Ogni giovedì si procedeva alle pulizie comuni, e all'inizio di ogni mese le cameriere comuni si dedicavano alle pulizie generali. In definitiva la vita nell'harem era si una vita di lusso, di agi, ma non di stravizi, dissolutezze e snervanti piaceri come hanno fatto credere i molti viaggiatori dei secoli passati.

ill: Le Odalische di M.Belloni (XIX sec.) La favorita dell'Harem

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12 commenti:

  1. Post veramente interessante, è stato un piacere leggerlo!

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  2. *___* ciao Claudio
    ti ringrazio...anch'io trovo molto interessante la vita nell'harem, un mondo a noi totalmente sconosciuto...
    Najim

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  3. Curiose queste notizie! In fondo la figura dell'odalisca non si allontana poi molto dalla geisha giapponese.

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  4. *___* ciao Marica,
    hai ragione, è esattamente quello che ho pensato anch'io dopo essermi documentata sulle odalische..
    ciao
    Najim

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  5. Post molto molto interessante.
    Quello che mi colpisce sempre leggendo queste storie, o quelle delle geishe o quelle delle concubine di re occidentali è sempre la storia che accomuna le donne.
    Un pò destinate comunque a perdere la propria libertà, e un pò, con una buona dose di sopportazione, messe nella condizione di avere delle occasioni in più nella vita ...
    Sono felice di aver scoperto il tuo blog.
    Un caro saluto

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  6. *____* ciao Net23
    mi fa molto piacere che il mio blog ti sia piaciuto e ti ringrazio per esserti unito ai miei lettori fissi.
    Odalische, geishe e concubine erano sicuramente donne con un tipo di vita molto particolare e molto lontano dallo stile di vita dei nostri giorni, quindi per noi un pò inconcepibile ...certo perdevano la loro libertà ma bisogna anche pensare che il più delle volte queste ragazze provenivano da famiglie poverissime e questo permetteva loro di avere una vita un pò più agiata...
    Ciao
    Najim

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  7. E' verissimo. E bisogna anche considerare che la libertà, come crediamo di intenderla oggi, era veramente rara se non impossibile.
    Ma al di la di questo, il mio era solo un voler notare che nel passato, come forse nel presente, troppe volte per avere una vita decente bisogna cedere a situazioni difficili. E fin troppe volte chi meglio sopravvive sono le persone con meno scrupoli, che sanno cogliere ogni occasione.
    E' un pò triste pensare questo, me ne rendo conto, ma anche hai giorni nostri, con i grandi fratelli, con spettacoli alquanto poco gratificanti per le donne, non mi pare che le cose siano poi così cambiate. Che si voglia ammettere o no la libertà esiste veramente poco, e costa molto, il resto è semplice sopportazione e opportunismo ...
    Spero che non ti sembri troppo duro come commento, perché non lo è, anzi, capire il passato ed accettarlo senza pregiudizi, nessuno, è segno di apertura mentale e di voglia di migliorarsi, e mi pare che il tuo blog sia uno splendido esempio.
    Scusami se ti ho rubato altro spazio.
    Un caro saluto

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  8. *_____* ciao Net,
    per prima cosa voglio sottolineare che i tuoi commenti mi fanno molto piacere... non mi rubi assolutamente spazio, quindi non farti problemi a scrivermi...
    Il tuo commento non è affatto duro, io concordo pienamente con te.
    Di nuovo grazie per i complimenti che fai al mio blog
    Ciao
    Najim

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  9. Ciao najim, spero tu stia bene! .... sebbene con ritardo ti faccio tanti auguri per il 2012, per te e la tua famiglia!!!
    Un sereno fine settimana!!!
    ciao
    Giuseppe

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    1. *___*Ciao Giuseppe
      è un piacere rileggerti...ti ringrazio per gli auguri che ricambio di cuore.
      Buon fine settimana anche a te!
      ciao
      Najim

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  10. Ciao Najim io mi chiamo karima..provengo dal marocco mi ha fatto davvero piacere scoprire per caso il tuo blog... è molto carino.. e fa piacere vedere che ci sono persone interessate alla cultura araba.. senza i soliti pregiudizi... davvero complimenti per la pagina.. e se ti fa piacere ci possiamo sentire per chiacchierare un po.. un'altra cosa riguardo agli ottomani c'è un belò Tlelefilm che si chiama harim soltan su questo
    sito: http://www.tvfun.ma/harim-soultan/
    più infondo troverai tutte le puntate ... però è in arabo non so se lo capisci.. xrò è davvero stupendo.. a me è piaciuto tantissimo.. baci

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    Risposte
    1. ciao Karima,
      ma come mai riesco a leggere il tuo messaggio solo ora? alle volte blogger fa i capricci e non mi segnala i messaggi...quindi ti chiedo scusa per non aver risposto subito...ma ci siamo comunque "conosciute" su facebook, vero?
      ciao
      A presto
      Najim

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