domenica 4 febbraio 2018

San Valentino nei paesi arabi.



La festa di san Valentino, celebrata in gran parte del mondo, soprattutto in Europa, nelle Americhe e in Estremo Oriente , è penetrata anche nel mondo arabo, grazie all’informazione globalizzata che avviene tramite i mezzi di comunicazione, internet prima di tutto. La ricorrenza però trova, in questi paesi, una forte resistenza da parte delle autorità, essendo considerata immorale e corrotta come tutto ciò che proviene dall’Occidente. 
In Arabia Saudita, ad esempio, celebrare il giorno di San Valentino è vietato da un’interpretazione restrittiva della legge islamica. Festeggiando si inneggerebbe ad un santo cristiano e si incoraggerebbero i “rapporti immorali” tra uomini e donne non sposati. Per scongiurare il rischio che la popolazione cominci a far proprie tradizioni e stili di vita tipici dell’Occidente, in Arabia Saudita è stata addirittura istituita la Commissione per la Promozione della Virtù e la Prevenzione del Vizio, che si è prontamente messa all’opera per far rimuovere dai negozi ogni cosa ricordi la ricorrenza cristiana. I commercianti sono stati invitati a rimuovere le rose rosse, carta di imballaggio, orsacchiotti, scatole da regalo ed ogni oggetto commercializzato per l’occasione. A causa dei stringenti divieti è nato una sorta di mercato nero delle rose, con i fiorai costretti a consegnare i mazzi di fiori durante la notte o di mattina presto per evitare di essere sorpresi dai controlli della polizia.
In Iran le autorità temono la crescente diffusione dell’anniversario. San Valentino è diventato sempre più popolare in un paese dove il 70% della popolazione ha meno di 30 anni di età e dove i negozi hanno cominciato a fare affari d’oro nel business dei regali per gli innamorati. Ma anche qui sono arrivati i divieti. Il regime ha bandito ogni festeggiamento ed ogni oggetto che ricordi la giornata dell’amore. Il divieto di festeggiare San Valentino si aggiunge ad un lungo elenco di divieti come quello di ascoltare la musica occidentale, di presentarsi in maniera troppo appariscente, di menzionare ricette straniere nei media, di ridere nei corridoi degli ospedali. I nazionalisti iraniani hanno proposto di sostituire San Valentino con il Mehregan, antica, millenaria, festa persiana che si celebra il 2 ottobre che celebra l’amore e l’amicizia.
Anche la Malesia, dove è di religione islamica circa il 60% della popolazione, ha detto no a San Valentino. I funzionari hanno ritenuto la ricorrenza incompatibile per la presenza di elementi cristiani e per la sua tendenza a promuovere “comportamenti immorali”. I trasgressori vengono puniti con le manette. Recentemente è stata realizzata una campagna pubblica per mettere in guardia dalla festa di San Valentino indicandola come trappola che può condurre a comportamenti immorali. Per lanciare il messaggio di condanna sono stati perfino distribuiti volantini tra gli studenti universitari. Ma non tutti hanno assecondato la propaganda.
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