giovedì 18 agosto 2016

Abbigliamento arabo tra passato e presente: burkini


Secondo la Legge Islamica, le donne possono praticare solo gli sport indicati dal Profeta e tra il tiro con l'arco, la corsa e la lotta libera, nelle hadīth (gli aneddoti raccontati da Maometto che costituiscono la seconda fonte di legge dopo il Corano) è previsto anche il nuoto, concesso a patto che venga eseguito con gli abiti adatti. 
Il Burqini o burkini ( parola formata dall’incontro tra Burqa e bikini) è un costume da bagno pensato e realizzato per le donne musulmane, in grado di coprire tutto il corpo, lasciando liberi il volto, le mani e i piedi. Ad inventarlo è stata Aheda Zanetti, australiana di origine libanese, che nel 2003 registrò il nome del suo costume da bagno, in regola con le norme di abbigliamento della sharia. Ogni donna musulmana, con questo costume può fare sport o fare il bagno al mare come qualunque ragazza o donna non musulmana senza tradire la propria identità culturale e religiosa tradizionale. E’ composto da tre pezzi : copricapo, casacca e pantaloni ed è talmente leggero da permettere di fare il bagno in tutta comodità. Venduto per anni negli Emirati Arabi Uniti e in Libia, il burkini è arrivato sugli scaffali dei negozi inglesi: una storica casa di moda londinese ha voluto introdurre anche in tutta Europa un prodotto molto venduto nei paesi del Medio Oriente.

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