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domenica 16 gennaio 2022

La pace è...

                                              La pace è l'unica battaglia 

                                      che vale la pena intraprendere

                                       (Albert Camus)


Ill: Hassan Massoudy

 

venerdì 20 dicembre 2019

La patria dell'uomo saggio è l'universo.


                                                
                                       The wise man's home is the universe

ill: hassan massoudy calligraphy

giovedì 15 agosto 2019

L'invenzione dei numeri



Anche per l'uso dei numeri l'Occidente deve molto alla cultura araba: mentre i Cinesi per indicare i numeri usavano dei trattini e i Greci facevano ricorso alle prime lettere dell'alfabeto, gli arabi introdussero l'uso delle cifre, quelle che noi usiamo ancora oggi e che vengono dette impropriamente arabe, poiché in realtà sono di origine indiana.Un astronomo indiano, infatti, chiamato a Baghdad per tradurre delle tavole astronomiche, trasmise agli Arabi il loro sistema di numerazione. Una tappa fondamentale fu poi la scoperta dello zero, anch'essa realizzata dagli scienziati indiani sin dal terzo secolo avanti Cristo. Si trattava di una rivelazione rispetto ai sistemi usati fino ad allora perché con quei dieci piccoli simboli si poteva scrivere qualsiasi tipo di numero, per quanto grande esso fosse. Gli arabi compresero subito i grandi vantaggi del sistema di numerazione indiano; un grande matematico arabo adottò i nuovi simboli in un famoso trattato, il cui titolo abbreviato, al-Giabr (che significa "arte delle soluzioni"), diede il nome al ramo della matematica che chiamiamo oggi algebra. In Europa l'uso dei numeri arabi fu introdotto nel 1200, dal commerciante pisano Leonardo Fibonacci.


www.skuola.net

sabato 2 marzo 2019

Tughra

Tughra di Sultan Sulaiman il Magnifico

Tughra era la firma personale o sigillo dei sultani ottomani, usata nei documenti ufficiali e nella corrispondenza del sovrano. Si tratta di uno dei maggiori esempi dell'arte calligrafica araba. La prima tughra di un sultano ottomano è attribuita a Orhan, che governò dal 1326 al 1362 ma nella sua forma classica, si sviluppò durante il regno di Sultan Sulaiman il Magnifico (1494-1566).
Dato che le tughras servivano per firmare e sigillare sono state intenzionalmente rese difficili da leggere e copiare per evitare contraffazioni e garantire l'autorità del sultano.
La tughra doveva avere uno stile e una forma molto particolare. Ci sono numerose teorie su come questa forma sia nata. Alcuni ipotizzano che i primi leader turchi analfabeti avrebbero  fatto immergere i pollici e le prime tre dita nell’inchiostro  per poi riportare le impronte sulla carta, altri ipotizzano che le tre linee alte simboleggiano i tre continenti che gli ottomani controllavano (Europa, Asia e Africa). Qualunque siano le ragioni della sua forma, vi erano delle regole che si dovevano obbligatoriamente rispettare.
La tughra è  costituita da quattro elementi: il sere , la parte inferiore con una serie di lettere impilate che rappresentano il nome del sultano, il nome di suo padre, il suo titolo e la frase "l'eternamente vittorioso”, il tuğ , tre linee verticali, unite in alto da una forma a S , il beyze , due forme circolari concentriche che si estendono verso l'esterno a sinistra. Quello interno è chiamato küçük (piccolo) beyze mentre quello esterno è noto come büyük (grande) beyze. Infine, c'è il kol , un tratto curvo che si  estende dal sere al beyze.
I motivi in ​​stile tughra apparivano anche in altre forme di cultura ottomana, inclusi i manoscritti miniati; oggetti in vetro, metallo e legno, nonché parti di disegni tessili, inclusi i ricami . Le forme ricamate per la corte ottomana erano talvolta lavorate con tecniche di filo d'oro , mentre le forme "minori" potevano essere lavorate a punto raso in sete bianche o colorate e ricamati con alcuni fili di metallo.

venerdì 18 settembre 2015

Calligrafia araba: i calligrammi

Basmalah
I calligrammi rappresentano l'esito più figurativo della calligrafia araba: sono figure fatte di caratteri, di parole che si intrecciano e si dispongono a formare il disegno desiderato, spesso dal significato religioso. I calligrammi sono utilizzati, attualmente, anche per creare loghi e marchi commerciali: un esempio è dato dal logo del canale televisivo Al Jazeera. Lo strumento essenziale del calligrafo era il qalam; una penna di carta secca; i caratteri sono tracciati con inchiostro nero oppure colorato: un tempo si usavano anche inchiostri dorati per arricchire le scritte più importanti. Come supporto, anticamente,  si usava il papiro, poi la pergamena; poi si passò alla carta giunta in Arabia già nel x secolo, ben prima che in Europa. Prima di iniziare a scrivere, la carta veniva sottoposta a particolari trattamenti che la rendevano più liscia e impermeabile, in modo da rendere più agevoli eventuali correzioni. Si preferiva di solito la carta colorata, perché quella bianca creava un contrasto che alla lunga poteva stancare la vista. Era in uso anche la pratica del collage che consisteva nel ritagliare le lettere per incollarle su un altro foglio di colore diverso che fungeva da sfondo. Anche la carta poteva essere impreziosita con oro. Altri supporti molto impiegati per la calligrafia sono stati i tessuti e le monete.

http://nosatispassion.altervista.org/tipografia/5745/la-scrittura-araba/

domenica 21 dicembre 2014

Negargari : le miniature iraniane

Saki - Reza Abbasi - Moraqqa’e Golshan -1609 -Golestan Palace

La miniatura in Iran si chiama negargari ed è un'arte molto antica. Difficile stabilire quando sia nata perché la maggior parte delle miniature è andata persa nel corso delle diverse guerre, quando con il fuoco veniva distrutto tutto. Basandosi su reperti di vasi e piatti ornati con le miniature si può affermare che esisteva già 2500 anni fa.
Nel periodo pre-islamico l’arte della miniatura veniva utilizzata per decorare le pareti dei palazzi dei re poi con l’avvento dell’islam si iniziarono a decorare le moschee e i libri sacri, dando origine ad un'arte che ora viene chiamata arte islamica Tazhib.
Ci sono due periodi importanti nella storia della miniatura.
Il primo è il periodo del Teimurian dove i mongoli che avevano occupato l’Iran,  incoraggiando  l’arte persiana, da cui erano particolarmente affascinati, fecero rinascere non solo la miniatura ma anche la musica e l’architettura.
Il secondo è il periodo Abbassian con il re Shah Abbas che spinse gli artisti famosi del paese a lavorare nel suo darbar (corte). Proprio nel castello si possono ammirare i capolavori del pittore più famoso del periodo, Reza Abbasi, gli artisti odierni si rifanno ancor oggi alle sue tecniche di pittura.
Nella miniatura persiana non esiste la prospettiva e non c'è luce fissa proveniente da un punto determinato, è invece molto importante il modo con cui si formano le linee e come vengono dati i colori che devono essere perfetti, spesso vivaci e vanno accostati in modo che diano piacere all'occhio di chi guarda.I miniaturisti usavano, e alcuni li usano tuttora, colori naturali che estraevano dalle piante o da pietre particolari, si usava molto anche l’oro e l’argento. Gli artisti costruivano pennelli e carte speciali.
Oggi le miniature si dividono in negargari (le figure) e tazhib (decorazione), tashir (figure che vengono dipinte utilizzando un solo colore), tarsi (si usano sulle pietre), gaomorg (figure di fiori, uccelli e disegni per realizzare i tappeti).

lunedì 18 agosto 2014

Perché gli arabi scrivono da destra a sinistra?


L’arabo, all'origine, era solo uno dei tanti dialetti semitici della penisola arabica. Oggi è la lingua nativa di oltre 250 milioni di persone sparse tra il Marocco ad Occidente e l’Iraq ad Oriente. L'arabo si scrive e si legge da destra a sinistra. Questo comporta che i libri siano rilegati a destra, e quindi sfogliati al contrario rispetto a quelli a cui siamo abituati. La scrittura è solo corsiva e non esistono le maiuscole. Alla fine della riga le parole arabe non si dividono mai, ma le loro lettere si stringono o si allargano in modo da far entrare nello spazio dato la parola al completo.
L’attuale alfabeto della lingua araba è di origine aramaica. I primi testi conosciuti in aramaico risalgono al IX sec. a. C.: questa lingua era originaria della Siria, ma già all’ inizio del I millennio a. C. si diffuse in Mesopotamia e in seguito in Palestina.
L’alfabeto aramaico, base di molte lingue occidentali ed orientali, deriva a sua volta dalla forma più antica dell’alfabeto dei Fenici i quali inventarono l’ alfabeto, verso la fine del II millennio a. C. All’inizio essi disponevano le lettere come una specie di serpentina, inserendole da destra a sinistra e senza interruzione, ripartivano da sinistra a destra e via di seguito. Questo tipo di scrittura che è detta bustrofedica, non ha una direzione "fissa" ma procede con un andamento che ricorda quello dei solchi tracciati dall'aratro in un campo.
In seguito si cominciò a scrivere o da sinistra a destra (scrittura destrorsa) o da destra a sinistra (sinistrorsa), tralasciando il metodo fenicio bustrofedico.
A partire dall’ XI sec. a. C. prevalse tra i Fenici la scrittura sinistrorsa, che nel tempo venne impiegata per l’arabo, l’ebraico e per il neoaramaico, lingua in uso in alcune comunità cristiane e giudaiche originarie della Mesopotamia e delle sue zone confinanti. Le culture semitiche dell’ Etiopia e dell' Eritrea preferirono la scrittura destrorsa, come in Grecia, dove nacque l’ Occidente. La lingua araba ha iniziato a diffondersi dopo la scrittura del Corano a partire dal VII sec. ed oggi è particolarmente rispettata in quanto rappresentante la lingua del testo sacro. Per la religione islamica ogni azione deve iniziare con la destra, che rappresenta il bene ed il giusto, mentre la sinistra rappresenta il male, inoltre  la parola scritta è molto importante poiché la religione vieta qualsiasi rappresentazione iconografica della divinità, questo fa sì che la scrittura diventi l’unico mezzo per professare il verbo di Maometto. La calligrafia ha un ruolo molto importante nella cultura araba e viene considerata una vera e propria espressione artistica e religiosa.Tuttavia, mentre la scrittura araba decorre da destra a sinistra, i numeri decorrono in senso inverso, da sinistra a destra.


domenica 6 novembre 2011

Anima


Felice Aid al-Adha

                                         Eid Mubarak

domenica 17 aprile 2011

Pace

 Paix - Peace - Pace - Frieden - Paz- الــســــلام


                   
                                Rispettare qualcuno, rispettare la sua storia,
                               significa considerare che appartiene alla stessa umanità,
                               e non ad una umanità diversa , ad un’umanità inferiore.

                                      Amin Maalouf

martedì 16 novembre 2010

Eid Mubarak

EID AL- ADHA       1431/2010              16/11/2010


Saluti tradizionali arabi utilizzati durante la festa dell' Eid:

Eid saiid.
Felice Eid.

Eid Mubarak .

Eid benedetto.

“Taqabbala Allahu minna wa minkum.”
Che Allah  acetti buone azioni da noi e da voi.

“Kul ‘am wa enta bi-khair!”
Che ogni anno tutti ti trovino in buona salute
.


venerdì 16 aprile 2010

La fonte della libertà.....


     Calligraphie © Hassan Massoudy

                                     

                      La fonte della libertà è nel coraggio( Pericle)


                    The origins of freedom are in courage. (Pericles)   
                    La source de la liberté est dans le courage.(Pericles)
                    La fuente de la libertad esta en la valentia. (Pericles)

 


  

martedì 2 dicembre 2008

Il re


                                       
                                                          Non biasimate un re
                                               che si umili per amore
                                               poichè abbassarsi per amore
                                               è segno di potenza ed equivale
                                               ad essere due volte re.


tratto da " I 100 nomi dell'amore" di Malek Chebel e Lassaad Metoui


martedì 13 maggio 2008

Sulla terra c'è posto per tutti

                                             



                                     Sur terre, ily a place pour tous.
                                     There is enough room on earth for everyone.
                                      En la tierra hay sitio para todos.


Calligraphy © Hassan Massoudy


giovedì 14 febbraio 2008

L'amore comprende tutte le lingue

                   



Love understands all languages -
L'amour comprend toutes les langues.


 Calligraphie © Hassan Massoudy          


domenica 2 dicembre 2007

Non dire due parole se una è sufficiente

Proverbio arabo
            
                                        
                                   Don't use two words whereone will do.Arabic proverb
                       Ne dépense pas deux mots si un seul te suffit. Proverbe arabe


Calligraphie © Hassan Massoudy
http://pagesperso-orange.fr/hassan.massoudy/galerie                                                    

sabato 20 ottobre 2007

Il tempo non è che un fluire e rifluire. La vita dolcezza ed amarezza.




Le temps n'est que fux et reflux. La vie, que douceur et amertume. 

Time rushes and rushes back again. Life, how sweet and yet bitter.

El Tiempo ne es mas que flujo y reflujo. La vida, dulzura y amargura.

                                           Calligraphie © Hassan Massoudy


       

venerdì 21 settembre 2007

Gli altri possono indicarvi la via, ma ognuno deve percorrerla da solo


Les autres peuvent vous indiquer la voie, mais il faut la parcourir soi-même

Others can show you the way, but you must walk it yourself.


Los otros pueden indicaros el camino pero tenéis que recorrerlo vosotros mismos


                                                                 Calligraphie © Hassan Massoudy


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