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venerdì 28 febbraio 2025

mercoledì 22 marzo 2023

Ramadan 2023 (23 marzo - 22 aprile)

 


Vivere il Ramadan per la comunità musulmana è sempre un'esperienza molto forte a causa delle privazioni cui si sottopongono i fedeli durante il giorno, dall'alba al tramonto. durante il periodo di Ramadan, l'augurio scambiato è Ramadan Mubarak( il Ramadan è generoso) e in arabo si scrive così:

رمضان مبارك

Un'altra espressione utilizzata è Ramadan Kareem, simile nel significato a Ramadan Mubarak, ma generalmente più utilizzato nei paesi arabi e si scrive così:

 رمضان كريم

A Ramadan Kareem (o Ramadan Mubarak) generalmente si risponde con Allahu Akram che significa "anche Dio è generoso" e si scrive così:    

 الله اكرم       


lunedì 12 aprile 2021

Gli auguri nel mese di Ramadan.


Vivere il Ramadan, per la comunità musulmana , è sempre un'esperienza molto forte a causa delle privazioni cui si sottopongono i fedeli durante il giorno, dall'alba al tramonto. Durante il periodo di Ramadan, l'augurio scambiato è Ramadan Mubarak ("Il Ramadan è generoso").
Ecco come si scrive Ramadan Mubarak in arabo:

رمضان مبارك

Un'altra espressione utilizzata è Ramadan Kareem, simile nel significato a Ramadan Mubarak, ma generalmente più in uso nei Paesi arabi.
In arabo si scrive:

رمضان كريم

A Ramadan Mubarak( o Ramadan Kareem), generalmente si risponde con Allahu Akram, che significa "Anche Dio è generoso" e si scrive così:

الله اكرم

mercoledì 22 aprile 2020

Le regole del Ramadan


Durante il Ramadan, la cui celebrazione avviene il nono mese del calendario islamico, i musulmani devono rispettare alcune regole molto importanti dettate dal Libro Sacro: il Corano. Queste regole servono per insegnare la pazienza, l'umiltà, l'autocontrollo e la spiritualità.
    - La preghiera notturna: il Taraweeh
Durante tutto il mese di Ramadan, oltre alle consuete cinque preghiere quotidiane,  si deve recitare una preghiera speciale il Taraweeh, la preghiera notturna.
    - Divieti e tempi delle pratiche a cui astenersi durante il Ramadan
Il primo divieto è il digiuno che inizia all'alba e termina dopo il tramonto. Non bisogna mangiare o bere nulla durante le ore di luce, inoltre non bisogna mentire, fumare, usare un linguaggio scurrile, fare la guerra e astenersi dai rapporti sessuali.
    - Chi è esentato dal digiuno durante il Ramadan
Il Corano prevede che siano esentati i bambini, le persone malate nel caso il digiuno arrecasse ulteriori danni alla salute, le persone che prendono medicinali e che non possono rimandare alla sera, gli anziani il cui stato fisico non permette il digiuno, chi fa un lavoro duro e di conseguenza potrebbe farsi male digiunando e chi deve fare un lungo e faticoso viaggio. Sono esentate anche le donne in attesa di un figlio e quelle in fase di allattamento o che hanno il ciclo mensile.
    - Cosa succede se non si rispetta il digiuno
Se una persona non è in grado di digiunare può decidere se recuperare i giorni di digiuno durante l'anno, prima dell'arrivo del prossimo Ramadan o se dare un pasto a un povero per ogni giorno di digiuno non rispettato.
    - Come viene recitato il Corano nelle preghiere collettive
Il Corano è diviso in 30 parti uguali chiamate juz' e molti fedeli ne leggono una al giorno per l'intera durata del mese sacro.
     - Cosa si mangia al termine del digiuno
Dopo aver recitato una brevissima preghiera, si mangiano datteri o si beve acqua come faceva il Profeta Maometto. Segue poi un pasto abbondante da consumarsi durante le ore notturne.
     - Cosa si fa alla fine del Ramadan
Alla conclusione del mese sacro viene indetta una festa chiamata Eid al Fitr, durante la quale i musulmani partecipano alle processioni,si scambiano regali augurandosi "Eid mubarak" ovvero "buon Eid" e si fanno doni ai poveri.
     - Cosa succede se non si rispettano le regole
Se qualcuno, di propria volontà, contravviene a qualche regola, ha obbligo di carità verso i bisognosi o continuare l'astinenza dai divieti carnali dall'alba al tramonto per altri 60 giorni dopo il Ramadan.



sabato 26 maggio 2018

Ramadan: il festival dei bambini di Garangao.



Il festival di Garangao è un festival dedicato interamente ai bambini e viene celebrato in tutto il Medio Oriente, il 14esimo giorno del mese di Ramadan dopo la rottura del digiuno. In Qatar, il festival assume una particolare importanza tanto da essere festeggiato per ben 3 giorni, il 13, 14 e 15. Dopo l’iftaar, il pasto serale, i bambini indossano abiti tradizionali e si riuniscono in piccoli gruppi per girovagare nel  quartiere (fereej) dove abitano e visitare le case dei vicini chiedendo il loro Garangao "halaawa" (caramelle e dolci in arabo) che ripongono nella sacca che portano al collo. Sottofondo musicale è la canzone popolare di Garangao che tutti i bambini cantano. La festa ricorda molto Halloween eccetto per il tema spettrale.
Secondo la leggenda, questa celebrazione iniziò il terzo anno dopo l’hijra, proprio a metà del mese di Ramadan, quando nacque il nipote del profeta Maometto, Hassan figlio di Fatima. Maometto e la sua famiglia furono così felici della nascita di Hassan nel mese sacro, che distribuirono caramelle colorate a tutti i loro vicini e parenti. Alcuni esperti religiosi però osservano che Garangao non ha radici nell'Islam ed è semplicemente una tradizione culturale che risale al periodo abbaside.
Il vero significato di Garangao è vago. Alcuni ritengono che la parola sia onomatopeica e provenga sia dal suono delle pietre che i bambini battono tra loro per accompagnarsi nel canto, sia dal suono delle noci e delle caramelle che si urtano nelle sacche che portano. Sebbene questa festa continui ad essere celebrata, è cambiata nel tempo come molti aspetti della tradizione e della cultura. Negli anni passati era completamente sicuro per i bambini camminare di casa in casa nel loro  giro notturno; oggi, con il pericolo di estranei e automobili in corsa, molti genitori preferiscono far accompagnare i bambini dalle loro domestiche o dai fratelli e cugini più grandi. Anche la tradizione ha risentito dell’influenza del materialismo e della commercializzazione del mondo moderno. Le speciali sacche di cotone che i bambini portano al collo, prima erano  cucite e ricamate dalle  loro madri, oggigiorno sono comperate nei negozi di articoli da regalo e supermercati che vendono queste borse con temi di Harry Potter, Barbie e Hannah Montana. Ciò porta i bambini a competere tra loro per vedere chi ha i migliori e più costosi sacchetti, provocando sentimenti di gelosia e di esclusione. Questo rovina il motivo esatto per cui si festeggia questa ricorrenza che dovrebbe celebrare i bambini, la felicità dell'infanzia e la sua purezza, la gioia e la felicità del Ramadan.


martedì 23 maggio 2017

Cos'è il Ramadan.


Ramadan in arabo significa "Mese torrido" è il nono mese del calendario islamico che è legato ai mesi lunari e perciò non cade in un mese specifico del nostro calendario, ma varia di anno in anno; rispetto al calendario solare, le date di Ramadan variano spostandosi all'indietro di circa undici giorni ogni anno, a seconda della luna.
E' il mese del digiuno islamico durante il quale i credenti musulmani devono astenersi dal mangiare, dal bere e da rapporti sessuali, dall'alba fino al tramonto. Il digiuno è destinato ad insegnare ai musulmani la pazienza, l'umiltà e la spiritualità.
Durante il Ramadan, i musulmani chiedono perdono per i peccati passati, pregano perché Allah li guidi e li aiuti ad astenersi dai mali di tutti i giorni e li sostenga nella purificazione attraverso l'autocontrollo e le buone azioni. 
Il Ramadan è un mese di carità, durante il quale il credente deve dividere i suoi beni con coloro che ne hanno bisogno. 
Il Ramadan per il musulmano praticante è quello che la Quaresima è per i cristiani praticanti: un mese di sacrifici per il corpo e di elevazione spirituale nella meditazione e nella preghiera, anche se il senso è diverso. Il digiuno cristiano della quaresima rievoca l'esperienza degli Ebrei nel deserto, nelle difficoltà della natura, senza cibo e acqua, avendo solo la parola di Dio per guida fino a sfociare nella gloria della Pasqua, mentre il mese di Ramadan non rievoca alcun evento, ma ha lo scopo di testimoniare la sottomissione fiduciosa, l'obbedienza spontanea e la voglia di corrispondere alla volontà di Dio dei fedeli musulmani. l digiuno, durante il sacro mese di Ramadan, è atto basilare di culto, obbligatorio per tutti i musulmani tranne che per alcune categorie di persone. Per legge sono esenti dal digiuno i minorenni, i vecchi, i malati di mente, i malati cronici, i viaggiatori, le donne in stato di gravidanza o che allattano, le persone in età avanzata, nel caso che il digiuno possa comportare un rischio per loro ed è proibito alle donne musulmane mestruate e in puerperio. La rottura involontaria del digiuno non comporta nessuna sanzione, purché si riprenda subito dopo aver preso coscienza di tale rottura. In caso di interruzione consapevole, bisogna rimediare con l’offerta di un pasto a un certo numero di musulmani bisognosi, oppure dare l’equivalente in denaro; diversamente bisogna digiunare per sessanta giorni. Con il sorgere della luna nuova del mese di Shawwal ha termine il mese di Ramadan e con esso finisce l'astinenza ed inizia 'Id al-Fitr, la festa della rottura. Il Ramadan nel 2017 avrà inizio venerdì 26 maggio e terminerà  sabato 24 giugno.


sabato 4 giugno 2016

La cucina araba durante il Ramadan.


Paradossalmente non si cucina mai così tanto come in tempo di Ramadan. Al tramonto del sole, l "iftar" annunciato in tutte le città dalle sirene, segna la fine del digiuno. Il pasto inizia solitamente con un dattero perchè era così che il profeta Maometto rompeva il digiuno. Al centro tavola troneggia la “harira” fumante, zuppa marocchina a base di pomodori, lenticchie, ceci, riso e carne, piccante e all’aroma di limone. A seguire, tè, dolci, frittelle, uova, datteri...una mescolanza di sapori dolci e salati Gli chebbakia, nastri intrecciati di pasta fritta, aromatizzati al miele e spolverati di semi di sesamo, sono i dolci per eccellenza del Ramadan, ma bisogna ricordare che ogni paese islamico ha il proprio piatto tradizionalmente legato al Ramadan. L' “iftar” viene offerto a tutti; chi si trova fuori a quell’ora, può affacciarsi alla porta di una casa qualsiasi e riceverne. Spesso, verrà invitato a sedersi e a mangiare.

venerdì 27 giugno 2014

Il Ramadan e l'harem



Alle grandi festività l'harem partecipava in due modi: aiutando nei preparativi e assistendovi da palchi appositamente allestiti. V'erano però, lungo il corso dell'anno, anche altre cerimonie ed altre festività, soprattutto religiose, cui le donne dell'harem partecipavano. Ad esempio la preghiera del venerdì. A mezzogiorno si formava un corteo pubblico, che accompagnava il sultano alla moschea. Durante il mese di Ramadàn i cerimoniali religiosi erano maggiormente osservati. La prima notte del mese sacro trascorreva nella preghiera. fino a che il cannone annunciava l'inizio del digiuno. A mezzogiorno un teologo teneva un sermone in ogni nucleo dell'harem. La sera era nuovamente lo sparo del cannone che segnava la rottura del digiuno. Limonate, sciroppi, datteri e miele, erano i cibi che si assumevano prima di dare inizio al pasto vero e proprio. A questo punto il sultano invitava dignitari e ospiti di gran lignaggio, ed era compito della validè sultàn e delle donne dell'harem ospitare le spose dei dignitari. Dopo la preghiera le donne dell'harem e le loro ospiti potevano essere intrattenute con canti e musiche. Per la festa di fine Ramadàn, il sultano visitava l'harem, distribuendo doni a tutti e cercando, in particolare, di appianare lagnanze e eventuali questioni. Era d'obbligo per il sultano visitare la validè e le donne dell'harem durante la festività per la "notte del destino" (quando il profeta Maometto ricevette la prima rivelazione del Corano); per la "nascita del Profeta"; per la "notte dell'Ascesa" (durante la quale il Profeta compì un viaggio mistico); e per la "festa del sacrificio" che rammenta il sacrificio di Abramo. In queste occasioni si regalavano soprattutto oggetti e monili in filigrana d'argento e d'oro.

                             
                                               Ramadan Mubarak


sabato 20 luglio 2013

Il Ramadan e le mosalsalat



Durante il mese di Ramadan,  sono molti i canali televisivi arabi che trasmettono telefilm, quiz e mosalsalat, soap opere della durata di 30 giorni esatti, non un giorno di più né uno di meno. Queste serie tv, prodotte appositamente per il mese sacro, vengono trasmesse in coincidenza con la rottura del digiuno (prima dell’iftar, pasto serale, e del sohour, quello consumato prima dell’alba) e sono capaci, con le loro storie avvincenti, di appassionare milioni di telespettatori. I canali arabi offrono in media circa 16 soap diverse che soddisfano tutti i gusti e generi e rappresentano uno spaccato della società araba. I temi sono vari; ci sono mosalsalat ad ambientazione storica, quelli a tema religioso, quelli che affrontano temi politici  e quelli che affrontano i temi sociali. Non possono poi mancare le storie d'amore impossibili, tra giovani appartenenti a diverse classi sociali, ma alla fine il bene trionfa sempre. Storicamente la produzione più importante di mosalsalat è quella egiziana, sia per qualità che per quantità, ma negli ultimi anni è emerso un interessante filone di mosalsalat siriani e libanesi, che presentano uno spaccato sociale leggermente diverso rispetto a quello egiziano. Non mancano comunque le serie prodotte in Marocco , Tunisia e in altri paesi arabi. Tra i mosalsalat trasmessi anche nel nostro paese, troviamo la serie siriana dal titolo ‘La porta del quartiere’ (‘Bab al Hara’) che racconta una Damasco del periodo tra il 1918 e il 1939, quando il paese si trovava sotto la dominazione francese e il popolo lottava per l’indipendenza. Sempre siriana la serie “Ma Malakat Aimanukom” (Ciò che la tua mano destra possiede) tradotto in Italia con il titolo “Tre donne” che  racconta le storie di tre giovani donne arabe e la loro sofferenza in una società maschilista. Non bisogna dimenticare, poi, la serie marocchina ‘Speriamo che capiti anche a te’  (‘Oqba Lik’) che racconta le vicende di vita della trentenne Fatima Zohra, una donna contemporanea, colta e indipendente alla ricerca del principe azzurro. A parlare di voglia di integrazione, senza però dimenticare il desiderio di rispettare le tradizioni, è la serie ‘Fuggendo l’Occidente’ (‘Escaping the West’). Si tratta della storia di una famiglia di origine araba, trasferitasi in Francia, che tra amori e conflitti unisce due profonde  e contrastate verità.


domenica 15 luglio 2012

Ramadan 2012


Curiosità:
contrariamente al calendario gregoriano che è solare,  il calendario islamico si basa sulle fasi lunari. La grande differenza è che gli anni lunari sono più brevi ( 354 giorni invece di 365) e pur avendo lo stesso numero di mesi, questi contano solo 29 o 30 giorni ed iniziano con l’avvistamento della luna nuova. Così, nel mondo islamico, anche le festività religiose cadono in modo differente di anno in anno, come il Ramadan che anticipa ogni anno il suo inizio di 11 giorni e si sposta gradualmente attraverso tutte le stagioni, ritornando solo dopo 33 anni, allo stesso giorno.
Quest’anno la data approssimativa dell’inizio del mese di Ramadan 2012 è il 20 luglio.
Quando il Ramadan cade in inverno, il digiuno (صيام sawm) viene vissuto meglio e il momento dell'iftar gode di una maggiore spiritualità. Non bere e non mangiare quando il clima è temperato e le ore di luce sono più brevi, sottopone il fisico ad una fatica minore. Durante i mesi caldi, invece, non bere per tutto il lungo giorno sottopone il fisico ad un forte stress e l’Iftar, prima ancora che una celebrazione a carattere religioso, diventa una impellente necessità fisica.


                              *  Buon Ramadan a tutti i musulmani
                                                     in Italia e nel mondo *




lunedì 29 agosto 2011

Eid al - Fitr Mubarak


L’ Eid al- Fitr (detta anche Eid al-Saghyr, festa minore) si celebra alla fine del mese lunare di Ramadan , il primo giorno di shawwal ed è una festa che dura 3 giorni. Il suo nome significa letteralmente "festa dell’interruzione (del digiuno)". Si festeggia con parenti e amici il completamento di un mese di benedizioni e di gioia. Durante gli ultimi giorni del Ramadan, ogni famiglia musulmana fa anche una donazione ai poveri conosciuta come sadaqah al-Fitr o zakatul-Fitr. Si tratta di una piccola quantità di cibo da dare in beneficenza alle persone più povere in modo che possano mangiare e festeggiare l’Eid . Tale importo è separato dal pagamento annuale di zakat , che è uno dei pilastri dell'Islam, infatti a differenza di zakat, che è calcolato annualmente in percentuale di ricchezza in più, il sadaqah al-Fitr deve essere pagato ugualmente da ogni musulmano uomo, donna e bambino, alla fine del Ramadan. Molto importante in questi giorni di festa è anche la preghiera che generalmente ha luogo quando il sole “sorge sopra l’orizzonte della lunghezza di una lancia” (vale a dire la mattina presto) anche se ogni moschea fissa la propria ora. Il fedele prima di recarsi alla moschea deve compiere un bagno rituale ed indossare i suoi abiti migliori perché un giorno di festa deve essere distinto da un giorno normale. Il momento della preghiera è sempre seguito dalla khutba cioè la predica  e al termine i fedeli si alzano, abbracciano la famiglia e gli amici dicendo : “Saha eidkoum” o “Mabrouk eidkoum”. E ‘inoltre il momento per riconciliarsi con le persone con cui non si parla più, e di perdonarsi l’un l’altro.Infine si rientra  a casa, lungo un percorso diverso da quello fatto durante l’andata.

domenica 31 luglio 2011

Il Ramadan e la "Notte del Destino"


Era il mese di Ramadan dell'anno 610 e Muhammad ibn Abd-Allah ibn Abd al-Muttalib, della tribù dei Quraysh della Mecca, si era ritirato in meditazione, in una grotta del monte Hira, nelle vicinanze della città. Era un ritiro spirituale che Muhammad compiva ogni anno conformemente alla tradizione degli hunafa, i puri monoteisti che seguivano il culto di Abramo e Ismaele. In una delle ultime notti del mese, all'improvviso gli apparve una creatura di luce, che lo scosse violentemente ordinandogli: “Iqra!”, “Leggi!”. Atterrito, Muhammad rispose che era analfabeta, non sapeva leggere e, di nuovo, l’essere di luce lo strinse quasi a soffocarlo, recitando:“Leggi, nel nome del tuo Signore che creo', creo' l’uomo da un’aderenza. Leggi, il tuo Signore è il Generosissimo, che ha insegnato all’uomo l’uso del càlamo, gli ha insegnato cio' che non sapeva”.  “O Muhammad tu sei il messaggero di Allah e io sono Gabriele”. In quella notte, chiamata Làylat-l-qàdr  “Notte del Potere” o anche “Notte del Destino”, Allah rivelò al Profeta il Corano. La consuetudine islamica, appoggiandosi su alcune tradizioni, ha individuato nella 27°notte del mese, la fatidica notte ( inizia al tramonto del 26° giorno di Ramadan) e ne ha fatto una ricorrenza liturgica di grande importanza. In questa notte Allah decreta il destino della creazione  per l’anno a venire e gli angeli con  Jibril, scendono sulla terra con le benedizioni del Signore, portando ad ogni cosa il suo destino. Nelle moschee e nelle case musulmane, si veglia, si legge il Corano, si chiede perdono ad Allah e si invocano la Sua Grazia e la Sua Misericordia per tutto l'anno a venire. Layla al-Qadr è descritta come "migliore di mille mesi".

       * Buon Ramadan  a tutti i musulmani * 


 

mercoledì 25 novembre 2009

Aid al- Adha


Questa storia ha inizio in un tempo lontano, quando il Profeta Abramo, ormai giunto in tarda età, pregò Allah di concedergli il tanto desiderato figlio, in modo da perpetuare la sua generazione.
Allah esaudì il suo desiderio e Abramo, ottantaseienne, diventò padre di Ismaele.
Quando il bambino compì sette anni, Abramo sognò che Allah gli ordinava di sacrificare suo figlio. E' facile immaginare il dolore di un padre di fronte ad una richiesta del genere, tanto più che si trattava del suo tanto atteso primogenito, ma Abramo decise in cuor suo di obbedire alla volontà di Dio. Aspettò che  il ragazzo crescesse, poi un giorno, visto che il momento era arrivato, Abramo chiese al figlio di prendere un coltello e di seguirlo nella valle per raccogliere la legna. Strada facendo  rivelò la sua intenzione ad Ismaele il quale rispose: «Padre mio, fai quel che ti è stato ordinato: se Allah vuole, sarò rassegnato».
Ma mentre Abramo  stava per eseguire l'ordine, Allah fermò la sua mano sostituendo ad Ismaele un montone. Il profeta divenne così esempio di obbedienza e sacrificio dell’uomo alla volontà di Dio.
In ricordo di ciò,ogni anno i musulmani celebrano la festa di ‘Aid al-Adha” la quale segna anche la fine del  pellegrinaggio alla Mecca.
Chiamata anche “ festa del Sacrificio” o "festa grande" ( Aid al-Kabir) ricade nel decimo giorno del mese di dhu ‘l-hijja, circa 70 giorni dopo  l' Aid al-Fitr (o Aid al-Saghir), l’altra importante festa islamica che segna il termine del mese di Ramadan.
Nel giorno di Aid al-Adha, ogni famiglia che ne abbia i mezzi sacrifica un animale  che deve essere fisicamente integro, adulto e può essere soltanto un ovino, un caprino, un bovino o un camelide , negli ultimi due casi è possibile sacrificare un animale per conto di più persone (fino a sette) e sarà poi consumato in parti uguali dalla famiglia, dagli amici e dai poveri. 
Le feste islamiche hanno un preciso significato spirituale, quindi esse vanno celebrate in primo luogo rendendo culto al Signore.
L’Aid al- Adha inizia con una preghiera comune particolare cantata all’alba del primo giorno di festa nella moschea, in cui partecipano uomini e donne e spesso i bambini che, per l’occasione altamente festiva, usano indossare i loro migliori abiti.
E' molto importante trascorrere le feste con parenti ed amici, visitando, se e' possibile, anche coloro che sono lontani, poiché ciò aiuta a rinsaldare i vincoli familiari ed affettivi, esigenza sempre molto sentita in ambito islamico. Di solito, durante queste festività, i musulmani decorano le proprie case con festoni,ghirlande e luci colorate, e fanno regali ai propri bambini.
Quest’anno l' Aid al- Adha sarà il 27 novembre 2009 (10 Dhu al-Hijja 1430 A.H), più o meno un giorno a seconda del paese dato che ci si basa sul calendario lunare

venerdì 21 agosto 2009

Ramadan karim

                       
                         Se la libertà può essere difesa con le armi
                                      e l'uguaglianza tramite le leggi,
                               la fratellanza invece può vivere e crescere
                                       solo nel cuore dell'uomo.


Cheikh Khaled Bentounes

                 * Buon Ramadan  a tutti i musulmani *


martedì 30 settembre 2008

Aid al-Fitr

Eid mubarak
Aid al-Fitr è la festa islamica che segna la fine del Ramadan, si celebra la " Rottura " cioè il termine del periodo di digiuno e dura 3 giorni. Si chiama anche " Id al-Saghir" ( festa minore) per distinguerla dalla "grande festa ",Aid al-kabir o “Aid al-Adha” che avviene circa 2 mesi dopo. La notte prima della festa le donne rimangono sveglie, finiscono di preparare i dolci per il grande pranzo del giorno dopo e cuociono tanti tipi di focacce e di pane tra cui il "baghrir " una pagnotta morbida , sottile come una pizza, fatta con acqua , farina, uova e lievito. In Marocco le donne usano farsi dei bellissimi disegni sulle mani e sui piedi con l’hennè. Prima che arrivi l’alba e che sorga il sole si fa l’ultimo pasto del periodo di Ramadan con fichi, datteri, miele, frittelle, burro, latte e tè. La giornata festiva inizia con la grande preghiera comunitaria che si tiene nel luogo di riunione più importante di ogni città islamica, all'aperto o nella moschea principale. In questa occasione ognuno indossa gli abiti migliori e partecipa con tutta la sua famiglia alla preghiera comune Questo momento di riunione collettiva è seguito da visite ad amici e parenti, da scambi di doni e da riunioni per pranzo e cena. Le strade sono illuminate, i negozi e i bazar sono pieni di dolci, paste e cartoline festive che è costume scambiarsi in queste occasioni. In questo giorno si fa anche l’elemosina, o al-zakat, che è uno dei cinque pilastri dell’islam:un precetto religioso che sottolinea l’obbligo di solidarietà dei ricchi nei confronti dei poveri.


lunedì 1 settembre 2008

Ramadan da “Baghdad brucia” di Riverbend

                                                                                                 01 settembre 2008
Tratto da “Baghdad brucia” di Riverbend (il blog di una giovane irachena.)
Ramadan è il nono mese dell’anno islamico ( che ha 12 mesi ma solo 358 giorni circa ). Ramadan è considerato uno dei mesi più sacri dell’anno islamico-secondo me, è il più interessante. Per tutta la durata del Ramadan digiuniamo per l’intera giornata, dalle prime luci dell’alba al calar del sole. In altre parole non possiamo né mangiare, né bere, né fumare, né masticare gomma fino alla sera, quando arriva il momento di rompere il digiuno“
Ramadan è il mese in cui l’angelo Gabriele fece visita per la prima volta al nostro Profeta portandogli il messaggio dell’Islam e il Corano. Ecco perché è celebrato dai musulmani in tutto il mondo. Non è possibile stabilire con precisione la data di quell’evento importantissimo, ma si pensa che il “Laylet il Qadir” ( la notte in cui il Profeta ha ricevuto la prima visita di Gabriele) vada collocato alla fine di Ramadan ( secondo molti nella ventisettesima notte).
Ramadan è un mese che si festeggia in vari modi. E’ simile alle ultime due settimane di dicembre in Occidente, frenetiche e piene di impegni. E’ il mese in cui si incontrano i parenti che non si sapeva di avere - i cugini insopportabili, la zia preferita, i nonni , i nipoti, gli zii e persino il prozio che si credeva morto l’anno scorso. E’ una sorta di “mese della famiglia”. Il digiuno consiste nello smettere di mangiare e bere non appena spunta l’alba e continuare così per tutto il giorno fino all’imbrunire o “al maghrib”. Il digiuno è considerato uno degli "akan”dell’Islam”, il che significa che è obbligatorio per tutti i musulmani. Con alcune eccezioni: non è obbligatorio per chi è ammalato e per chi si trova in viaggio, oppure se rischia di pregiudicare in qualche modo la salute di una persona ( cioè se la persona è diabetica o incinta ecc).
Oltre quello fisico, c’è il “digiuno morale”. In altre parole si può rompere il digiuno anche senza mangiare. Nel mese del Ramadan si devono evitare pettegolezzi, liti, bugie, imbrogli, insulti e altri comportamenti riprovevoli, altrimenti il digiuno fisico, o “siyam” è considerato inutile. In questo mese ritenuto “sacro” si intensificano anche le preghiere e la lettura del Corano. Qualcuno potrebbe chiedere: perché digiunare? A che scopo negarsi cibo e bevande per più di metà del giorno? Lo scopo del digiuno dovrebbe essere quello di insegnare cosa sono la tolleranza, la pazienza e la fame. Sì, proprio la fame. La persona media non sa cosa significhi avere fame…e non mi riferisco alla fame del tipo vorrei –proprio-un-hamburger-con-patate-fritte. Mi riferisco alla fame che si sente quando non si mangia o non si beve niente da oltre 12 ore, quando lo stomaco sta per cedere e la testa sta per esplodere per mancanza della caffeina da cui attinge l’energia che le serve per funzionare. La fame ha inoltre lo scopo di far apprezzare maggiormente il cibo, perché aiuta a far capire che il cibo e l’acqua non sono sempre disponibili, specialmente quando ci sono persone costrette a digiunare ogni giorno, nei mesi sacri e non sacri....
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