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martedì 10 gennaio 2023

I nomi arabi: Karim


Karim كريم è un nome arabo maschile. Nella tradizione islamica, Karim riprende uno dei 99 nomi di Allah (al-Karim). Il suo significato è “generoso”, “benevolo” o “nobile”.

Variante femminile: Karima 

venerdì 18 luglio 2014

Il significato del nome nella tradizione islamica


Nella società araba tradizionale ciascun individuo è distinto da un insieme di qualifiche che determinano molto precisamente la sua identità. Il "nome proprio", ricevuto alla nascita, non è che il primo degli elementi costitutivi del suo nome. Questi elementi, che possono essere molto numerosi,  sono:
• Il nome proprio (ism), o almeno ciò che oggi viene chiamato così. E' la sola denominazione dell'identità intima dell'individuo; per esempio: 'Alî, Fâtimah.
• Il nome di paternità (kunya): composto dalla parola abû (padre) o umm (madre) seguito dal nome del primogenito; per esempio: Abû-l-Hasan (il padre di Hasan), Umm Salama (la madre di Salama). Il nome di una figlia è menzionato solo raramente nella kunya; per esempio Abû Lubâba (il padre di Lubâba).
• Il nome di filiazione (nisba), indicante l'appartenenza tribale o il luogo di origine, di soggiorno o di decesso (città, regione, paese); per esempio: at-Tirmidhî (originario della città di Tirmidh). Una stessa persona può avere più di una nisba, per esempio: al-Qushayrî an-Nîsâbûrî (della tribù di Qushayr e della città di Nishapûr).
• Il soprannome (laqab), che può essere onorifico, legato alla religione o al potere (es.: 'Imâd ad-Dîn = il Pilastro della Religione). L'Islam vieta di imporre nomi o soprannomi peggiorativi, empi o ridicoli.
A questi elementi si può ancora aggiungere eventualmente la designazione del rito religioso, per esempio: al-Mâlikî (che segue la scuola giuridica malikita); oppure l'indicazione del mestiere esercitato; per es.: Farîd ad-Dîn 'Attâr (= il profumiere).
Ricordiamo che il nome completo del Messaggero di Allah è: Abû-l-Qâsim (kunya) Muhammad (ism) ibn 'Abd-Allah ibn 'Abd al-Muttalib (nasab) al-Hâshimî (nisba).
Il fatto di portare una kunya è visto come un segno di onorabilità, di rispetto o di affetto. Chiamare una donna con la sua kunya, piuttosto che col nome proprio, significa rispettare la sua intimità, onorandola al tempo stesso in quanto madre. 
Purtroppo, oggi il nome di filiazione (nasab) e il nome di paternità (kunya) sono sempre meno utilizzati, anche negli stessi paesi arabi. L'uso di un semplice nome proprio seguito dal cognome, si va via via generalizzando negli "stati moderni", nel tentativo di uniformare gli individui.
Un'altra usanza copiata dall'occidente consiste nel prendere, da parte della sposa, il cognome del marito. Nell'Islam la donna conserva la sua identità di nascita per tutta la vita, sia per preservare le sue origini che per salvaguardare il suo statuto personale.
E' a questo titolo che l'adozione (tabanni) non è riconosciuta dall'Islam. L'orfano gode nel diritto islamico di una protezione particolare, tuttavia non è equiparato al figlio biologico, e non gli viene imposto il nome della famiglia che lo accoglie, perché questo cancellerebbe le sue origini, e denaturerebbe la sua identità.

tratto da: http://www.islamicbulletin.org/italian/ebooks/nomi_arabi.pdf

sabato 16 luglio 2011

I nomi arabi e il loro significato


Nel mondo arabo, quasi tutti i nomi di persona hanno un significato ed è dovere dei genitori, quando nasce un bambino musulmano, scegliere un nome che gli si addica e che gli porti benefici per tutta la vita. Sovente vengono anche dati ai bambini  nomi di membri della Famiglia del Profeta,  dei Profeti precedenti o dei personaggi della storia islamica. In questo caso non è tanto il significato che viene considerato, ma le qualità che furono manifestate dalla persona che lo portava. Eccone alcuni :
Alì è uno dei nomi arabi più comuni e Aliyah,  Aliyya o Aliyyah rappresentano le varianti femminili. Significa “ elevato, sublime” e la diffusione del nome tra i musulmani è dovuta principalmente alla figura di Alì ibn-Abi-Talib (sec. VI-VII), cugino del profeta Maometto e sposo di sua figlia Fatima, il quarto dei Califfi (all'origine, i successori di Maometto) ed il primo degli Imam (=guida) della religione sciita. 
Fatimah  فاطمة  Fatima Fatma, significa “astenersi” o anche “colei che è allontanata dal fuoco”  Era il nome della figlia prediletta del profeta Maometto designata da lui come "la più nobile donna del Paradiso"
I nomi preceduti da "Abd" invece, hanno una caratteristica particolare. La parola araba ‘abd equivale a “servo” ed è sempre seguita da uno dei 99 nomi di Dio o da quello di Dio stesso, avremo così:
Abd –al – Aziz  o عبد العزيز  ‘Abdu-l-Azîz
"servo dell’Onnipotente".E’ stato il nome del primo re della moderna Arabia Saudita.
Abd-al-Hamido    عبد الحميد  ‘Abdu-l-Hamîd
"servitore del lodato". Nome di due sultani dell'impero ottomano.
Abd-al-Kader o Abd-al-Qadir   عبد القادر  ‘Abdu-l-Qâdir
"servo del potente". Era il nome di un  leader della resistenza algerina.
Abd-Allah   variante عبد الله  ‘Abdu-Llah
"servo di Dio" era il nome del padre del profeta Maometto.
Abd-al-Malik      هبد الملك  ‘Abdu-l-Malik
"servo del re". Nome del quinto califfo omayyade, che ha fatto l'arabo la lingua ufficiale dell'impero.
Abd-Al-Rahman  o Abdul-Rahman     عبد الرحمان  Abdu-r-Rahmân

"servo del misericordioso". Nome di due primi califfi della dinastia omayyade in Spagna.

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