I Tuareg vivono principalmente di prodotti ricavati dai loro animali, capre , pecore e dromedari. La loro alimentazione è costituita da latte cagliato, burro fermentato, datteri e cereali dai quali ottengono la farina. Il latte cagliato o fermentato insieme al burro costituisce la base energetica quotidiana. La carne è mangiata raramente, ma quando arriva l’ospite che va assolutamente onorato, si uccide la capra secondo la tradizione musulmana e si cuoce in vari modi. Tra i cereali il miglio e il sorgo sono i più usati. Vengono consumati sotto forma di farina, pappe o una sorta di polenta che può essere speziata oppure accompagnata da latte fresco cagliato e/o burro fuso. La taguella è il pane tradizionale dei nomadi. Nella lingua berbera dei Tuareg, la parola taguella significa “cibo a base di cereali” o “cialda”. Questo pane, al centro dei pasti dei nomadi, è un alimento pratico da preparare nel deserto, con requisiti materiali minimi: sabbia e fuoco. Per questo motivo viene spesso soprannominato “pane di sabbia”. Viene cotta lentamente sotto la cenere e la brace, permettendo ai nomadi di godersi un momento di convivialità intorno al fuoco sorseggiando un tè tradizionale. E per finire, i datteri che raccolti o barattati durante i viaggi carovanieri, offrono un apporto calorico fondamentale.
lunedì 31 agosto 2026
martedì 21 luglio 2026
Racconto sufi : il nodo e la corda
Un discepolo mostrò al maestro una corda piena di nodi. «Aiutami a scioglierli», disse. Il maestro iniziò a tirare forte. I nodi si strinsero ancora di più.
Allora il discepolo disse: «Così non funziona». Il maestro sorrise: «Esatto. Molti tirano la vita quando sentono un nodo. Ma un nodo si scioglie avvicinandosi, guardandolo, toccandolo con pazienza».
Morale finale: la forza non sempre libera. In certi passaggi serve delicatezza, e il coraggio di restare presenti.
venerdì 29 maggio 2026
la leggenda di Marrakech
martedì 28 aprile 2026
La poesia palestinese di Samih al-Qasim : Cammino fiero
Cammino fiero,
cammino a testa alta
Porto in mano un ramo d’ulivo
e il corpo sulle mie spalle
e cammino, e cammino
Il mio cuore è una luna rossa
il mio cuore è un giardino
pieno di bacche e basilico.
Le mie labbra sono un cielo che gronda a volte fuoco,
a volte amore
Porto in mano un ramo d’ulivo
e il corpo e sulle mie spalle
e cammino, e cammino.
Samih al-Qasim
giovedì 26 marzo 2026
Racconto sufi : la tazza già piena
Un uomo andò da un maestro e disse: «Insegnami la verità. Voglio capire». Il maestro lo invitò a sedersi e versò del tè in una tazza. Continuò a versare anche quando la tazza era piena: il tè traboccò sul tavolo.«Basta!», esclamò l’uomo. «Non vedi che è piena?» Il maestro annuì: «Così sei anche tu. Pieno di idee e conclusioni. Se vuoi che entri qualcosa di nuovo, prima serve spazio».
Morale: quando crediamo di sapere già, smettiamo di ascoltare. La comprensione nasce da un vuoto gentile, non da un pieno affollato.
domenica 8 febbraio 2026
Espressioni arabe: Il linguaggio del “cuore”
فتَح لي قَلْبَه = mi ha aperto il suo cuore
(vale a dire: “si è confidato con me”)
كان قَلْبُه على كفِّه = il suo cuore stava sul suo palmo
(cioè: “temeva un brutto evento”, “stava rischiando”)
كان قَلْبُه على لِسانِه = il suo cuore stava sulla sua lingua
(”ha parlato con sincerità”)
بَسيط القَلْب = dal cuore semplice
(”un sempliciotto”)
ضَعِيف القَلْب = dal cuore debole
(”un vile”)
قَلْبُه حَدّثَه = il suo cuore gli ha parlato
(”ha avuto l’idea di”)
عن صَميم القَلْب = dal profondo del cuore





