Tutti sanno che l'asino è l'animale più paziente e che più di tutti gli altri può essere caricato sino all'inverosimile. L'asino sopporta tutto. Ci si rende conto di quanto si pretende da lui solo quando schiatta, e allora vuol dire che era davvero troppo carico.Gli asini patiscono le maggiori pene dai bambini, soprattutto quando questi li portano al pascolo. Come si sa, i bambini percuotono l'asino con bastoni, gli tirano pietre, gli saltano in groppa e si fanno trasportare in cinque o sei alla volta. L'asino, sempre paziente, li lascia fare senza opporsi.Un bel giorno, alcuni angeli si rivolsero al Signore dei Mondi e gli dissero: "Signore! Osserva l'asino. E' l'immagine della pazienza e della resistenza. Non pensi che anche lui avrebbe diritto al Paradiso?" Il Signore diede subito ragione agli angeli e, senza esitare, ordinò che l'asino fosse condotto in Paradiso. Gli angeli, allora, volarono subito dall'asino per cantargli la buona notizia, prenderlo con loro e condurlo all'ingresso del Paradiso. Appena arrivati davanti alla grande e lucente porta del Paradiso, l'asino sporse il muso verso l'interno ma subito si irrigidì e non volle più proseguire. Gli angeli non capivano, non si spiegavano. Provarono e riprovarono, prima delicatamente poi con forza, a spingere la bestia aldilà della porta, ma ... niente, non c'era verso. L'asino aveva, con circospezione, messo solo il muso, guardato all'interno e subito si era fermato come paralizzato. Ma cosa stava succedendo? Perché l'asino non voleva in nessun modo proseguire all'interno di quel mondo magicamente perfetto e felice? Non passò molto che gli angeli capirono il motivo: a spaventare l'asino sino a non farlo più proseguire era stato il gran numero di bambini che aveva visto sporgendosi dalla porta del Paradiso. Era troppa la paura che l'asino aveva dei bambini, aveva subito tanti maltrattamenti da loro. Gli angeli, a malincuore, dovettero rinunciare a far entrare l'asino tra i prediletti del Paradiso e lo riaccompagnarono al suo pascolo. Appena tornato sulla terra, tutti si accorsero del cambiamento dell'asino. L'asino non era entrato in Paradiso, ma ci aveva infilato il muso che, illuminato dalla folgorante luce divina, era diventato bianco. L'asino ora aveva il muso bianco. Fu così, che da allora, tutti gli asini nacquero con quella caratteristica. Ecco perché oggi l'asino ha il muso bianco.
domenica 10 settembre 2023
sabato 5 agosto 2023
Usi e costumi della Turchia.
In Turchia togliersi le scarpe prima di entrare in casa più che un’usanza è uno stile di vita. Viene osservata da tutti i turchi, senza distinzione perché per loro è impensabile entrare in casa con le scarpe. Verrebbe interpretato come una mancanza di rispetto oltre che d’igiene. E’ una tradizione sulla quale i turchi non transigono. In ogni casa turca si mettono sempre a disposizione degli ospiti, delle ciabatte di ogni misura. Solitamente, all’ingresso di ogni casa c’è un mobiletto per contenerle, mentre le proprie scarpe rimangono quasi sempre fuori dall’abitazione.
In Turchia, un gesto molto istintivo e legato alla paura, è quello di portare il pollice dietro i denti incisivi, spingendo leggermente la testa all’indietro. Solitamente lo si fa subito dopo un piccolo spavento. Secondo una credenza popolare infatti un forte spavento può far cadere i denti superiori.Quando si è presi alla sprovvista o di soprassalto, il gesto viene accompagnato dalla frase “Allah korusun” (che Dio protegga).Spesso è sufficiente solo il pensiero di un evento negativo per far fare questo gesto.
Battere le nocche sul tavolo con il pugno semi-chiuso (come il bussare: “battere sul legno”, tradotto letteralmente) è un gesto scaramantico, di buon auspicio, che può manifestarsi in una riunione in ufficio tra colleghi stretti (anche in presenza di uno straniero) senza partner esterni, ma difficilmente comparirà durante un incontro ufficiale.
La biancheria non si lava il sabato e il martedì.
Lasciare fuori i vestiti lavati del bambino fino al tramonto fa sì che il bambino sia stregato.
Una forbice non può passare di mano in mano, perché la forbice è considerata come un nemico.
Nessuno dovrebbe passare davanti alla macchina da sposa.
lunedì 10 luglio 2023
Conoscere i tuareg: la donna e il matrimonio
lunedì 12 giugno 2023
La vacca e l'isola ( una storia sufi)
domenica 14 maggio 2023
Curiosità: perchè in Turchia lanciano acqua quando qualcuno parte.
Spesso in Turchia si vedono persone che versano un bicchiere, una brocca o una ciotola d’acqua sul marciapiede dietro chi parte e va via. L’acqua simbolo di vita, rappresenta il flusso della vita che scorre e quindi per augurare un buon viaggio e soprattutto un buon ritorno, si suole versare acqua per terra. Il gesto deve essere accompagnato dalla frase:
“Su gibi git, si gibi gel” che voli dire “va via come l’acqua e ritorna come l’acqua”
Su ( pronuncia sù): acqua
Git( pronuncia ghit) : va via
Gel( pronuncia ghal): ritorna
sabato 15 aprile 2023
mercoledì 22 marzo 2023
Ramadan 2023 (23 marzo - 22 aprile)
Vivere il Ramadan per la comunità musulmana è sempre un'esperienza molto forte a causa delle privazioni cui si sottopongono i fedeli durante il giorno, dall'alba al tramonto. durante il periodo di Ramadan, l'augurio scambiato è Ramadan Mubarak( il Ramadan è generoso) e in arabo si scrive così:
رمضان مبارك
Un'altra espressione utilizzata è Ramadan Kareem, simile nel significato a Ramadan Mubarak, ma generalmente più utilizzato nei paesi arabi e si scrive così:
رمضان كريم
A Ramadan Kareem (o Ramadan Mubarak) generalmente si risponde con Allahu Akram che significa "anche Dio è generoso" e si scrive così:
الله اكرم
martedì 7 marzo 2023
Conoscere i tuareg: il ruolo della donna
La famiglia tuareg è monogama e la discendenza è matrilineare: il figlio, cioè, appartiene alla tribù e alla classe della madre anziché del padre.
In realtà pur essendo depositaria della cultura, attraverso la musica, la poesia e l’educazione dei figli, la donna prende le decisioni insieme al marito, che a sua volta, non prenderà mai una decisione senza averne discusso con la moglie.
Alla donna si insegna a gestire gli accampamenti durante le lunghe assenze dei mariti in viaggio con le carovane, a cucinare, le si danno lezioni di botanica per distinguere le piante nocive da quella commestibili, le si insegna a cucire, a filare il pelo delle capre, a lavorare il cuoio, a piantare la tende, a pettinare gli uomini e le donne e più tardi si presta maggiore attenzione al suo sviluppo culturale.
Quasi tutte le donne tuareg sanno leggere e tradurre il tifinagh, lingua vicina all’antico libico, attualmente in uso solo presso i tuareg, inoltre imparano a recitare e a suonare l’ amzad, una specie di violino monocorda, fatto con la metà di una zucca secca, che per i tuareg ricopre un ruolo molto importante, infatti ne hanno un vero e proprio culto e le donne lo suonano durante l’ahal .
L’ahal è una veglia organizzata dalle donne libere dai legami, che si fa quasi tutte le sere e a cui partecipano anche ragazzi che hanno superato il sedicesimo anno di età, in cui si canta e si suona.
La ragazza tuareg può scegliere liberamente il suo sposo, lo incontra dove e quando vuole e, dopo il matrimonio può divorziare anche con il pretesto dell’incompatibilità.
Auguri a tutte le donne!
domenica 12 febbraio 2023
Curiosità: il baciamano in Turchia

martedì 10 gennaio 2023
I nomi arabi: Karim
Variante femminile: Karima
lunedì 12 dicembre 2022
Conoscere i tuareg: la musica
mercoledì 16 novembre 2022
Curiosità: perché i turchi mettono il sale nel caffè?
La pratica del sale nel caffè fa parte degli usi e costumi della Turchia. Durante la richiesta di matrimonio in Turchia, l’usanza vuole che il pretendente, accompagnato dalla propria famiglia, si rechi dalla futura sposa per chiedere la mano al padre della ragazza. Questa tradizione è articolata in diverse fasi. In una di esse, il caffè deve essere esclusivamente preparato dalla giovane, (la madre deve assolutamente restare seduta, perché non deve esserci il minimo rischio o dubbio che la ragazza venga aiutata). Il caffè di tutti gli ospiti sarà zuccherato, ma quello dello sposo sarà salato. Il pretendente dovrà berlo senza lamentarsi, per dimostrare la pazienza che avrà durante tutto il matrimonio. Quando , molto tempo fa, la maggior parte dei matrimoni erano “combinati”, i futuri sposi spesso si incontravano per la prima volta durante questa richiesta. Non potendo esprimersi chiaramente sul ragazzo, la ragazza utilizzava il dosaggio del sale nel caffè per far capire al futuro sposo il suo reale interesse. Quindi capitava che il caffè fosse eccessivamente salato e quindi impossibile da bere, in questo caso il ragazzo capiva che non era gradito, viceversa se il caffè non era molto salato o addirittura quasi dolce, questa era la prova dell’interesse da parte della ragazza.
martedì 1 novembre 2022
La poesia afghana di Nadia Anjuman.
Che cosa dovrei cantare?
Io, che sono odiata dalla vita.
Non c’è nessuna differenza tra cantare e non cantare.
Perché dovrei parlare di dolcezza?
Quando sento l’amarezza.
L’oppressore si diletta.
Ha battuto la mia bocca.
Non ho un compagno nella vita.
Per chi posso essere dolce?
Non c’è nessuna differenza tra parlare, ridere,
Morire, esistere.
Soltanto io e la mia forzata solitudine
Insieme al dispiacere e alla tristezza.
Sono nata per il nulla.
La mia bocca dovrebbe essere sigillata.
Oh, il mio cuore, lo sapete, è la sorgente.
E il tempo per celebrare.
Cosa dovrei fare con un’ala bloccata?
Che non mi permette di volare.
Sono stata silenziosa troppo a lungo.
Ma non ho dimenticato la melodia,
Perché ogni istante bisbiglio le canzoni del mio cuore
Ricordando a me stessa il giorno in cui romperò la gabbia
Per volare via da questa solitudine
E cantare come una persona malinconica.
Io non sono un debole pioppo
Scosso dal vento
Io sono una donna afgana
E la (mia) sensibilità mi porta a lamentarmi.
sabato 8 ottobre 2022
Pulire lo specchio del cuore (racconto sufi)
mercoledì 7 settembre 2022
Tasbih: il rosario musulmano.
Il tasbih è il rosario da preghiera dei musulmani e sembra sia nato così. Secondo la narrazione di Ali ibn Abi Talib ( cugino del Profeta Maometto), nei primi anni del suo matrimonio con Fatimah ( figlia del Profeta) i guadagni erano talmente pochi da non potersi permettere un servitore. Fatimah, che doveva svolgere tutti i lavori si ritrovò con le mani piene di vesciche per il continuo macinare; il collo dolorante per i secchi d’acqua trasportati ed i vestiti sporchi per aver svolto tutte le faccende domestiche. Alì, dispiaciuto nel vederla in quelle condizioni, le consigliò di chiedere a suo padre Maometto, che aveva un buon numero di servitori, una serva che la potesse aiutare nei lavori. Maometto però non accettò la loro richiesta, dicendo "ci sono molti orfani affamati, devo vendere questi servi per dar loro da mangiare, ti darò una cosa migliore dell'aiuto di un servo” e insegnò loro una serie speciale di preghiere ora conosciute come "Tasbih di Fatimah” da recitare con un particolare "rosario". Dopo la battaglia di Uhud, Fatimah era solita visitare il cimitero dei martiri e usava il terreno tombale dello zio di Maometto, Hamza ibn 'Abd al-Muttalib, per creare tasbih. Subito dopo molte altre persone iniziarono a produrre e utilizzare i tasbih per se stessi. In Turchia, le origini dei materiali dei grani di preghiera rientrano in quattro categorie; pietre preziose, diversi tipi di legno, prodotti animali o fossili. Più duro o raro è il materiale della perlina, più intricato sarà l'artigianato, aumentandone quindi il valore. I tasbih più semplici sono spesso fatti di perline di legno, ma anche di semi di olivo, avorio, ambra, perle o plastica. Tuttavia è possibile trovare chi utilizza materiali più preziosi per mettere in evidenza il suo stato sociale. Alcuni sono fatti di oro, argento, guscio di tartaruga e persino osso di cammello o dente di balena, spesso portati da paesi lontani come l'Africa, l'Estremo Oriente e il Sud America. L'uso dei rosari religiosi nell'Islam è in qualche modo diminuito nel corso degli anni, tranne che tra i seguaci del sufismo; molti li usano al giorno d'oggi come perline antistress e come status symbol. I turchi sono rinomati per l'utilizzo di oggetti in un mondo che si divide tra bene e male, pace e discordia e alcuni credono che il tasbih possa fungere da portafortuna per scongiurare il male o la sfortuna.














