sabato 2 aprile - lunedì 2 maggio
venerdì 1 aprile 2022
sabato 26 marzo 2022
Conoscere i Tuareg: il tè nel deserto.
L’usanza del tè nel deserto è una cerimonia molto conosciuta con la quale i Tuareg accolgono e augurano buoni auspici ai loro ospiti e ai viaggiatori che incontrano sulla loro strada. Questa cerimonia, secondo la tradizione, servirebbe per avvicinare le culture distanti, per concedersi una pausa dopo i viaggi stancanti nel deserto e per stringere alleanze. Capita allora di poter condividere con loro il rito del tè, infuso zuccherato di foglie di menta, aspro e dolcissimo, del quale per tradizione devono essere bevuti tre bicchieri, uno dopo l’altro, perché: «Il primo bicchiere è aspro come la vita, il secondo è dolce come l’amore, il terzo è soave come la morte».
sabato 12 febbraio 2022
La poesia araba di: Nizar Qabbani
Fuoco
domenica 16 gennaio 2022
giovedì 30 dicembre 2021
sabato 20 novembre 2021
Che cos'è il "diffa"
- aspettare che il padrone di casa abbia pronunciato le parole di rito ("bismi Allah"), con cui invoca la benedizione del cibo.
- usare solo le prime tre dita della mano destra (la mano sinistra è ritenuta impura), con destrezza prendere il cibo che si ha davanti e portarlo alla bocca aiutandosi anche con un pezzo di pane; i commensali mangiano senza posate e si utilizzano solo 3 dita perché “solo il diavolo mangia con uno, i profeti con due, il credente con tre”.
- Il cous cous si dovrà prendere con le dita e manipolarlo per qualche istante fino a farne una palla perfettamente sferica e infine con un rapido movimento del pollice si metterà in bocca.
Ill: Rene Martin : "young Berber At The Tajine"
venerdì 22 ottobre 2021
Conoscere i Tuareg: la lingua
I Tuareg parlano una lingua propria e hanno una propria scrittura.
La lingua parlata dei berberi tuareg si chiama tamachek, mentre quella scritta prende il nome di tifinagh. Essa può essere scritta e letta in senso orizzontale da destra a sinistra, da sinistra verso destra, in senso verticale dall’alto al basso e dal basso all’alto ed anche trasversalmente in diagonale, da destra a sinistra e viceversa.
I caratteri derivano direttamente dal metodo di scrittura geroglifico degli Egizi,
cioè le lettere, oltre ad avere una valenza fonetica, presentano una valenza simbolica.
Le due linee verticali parallele sono la lettera I, dal valore astrale di terra.
La forma a C rovesciata è il fonema Iem, che rappresenta l’acqua l’intelligenza umana ed è l’anima del mondo.
La linea zigzagante è la lettera Ipsilon. Essa equivale alla scoperta, all’attesa di un responso; ha il valore umano dell’evidenza del fatto compiuto è il valore dell’azione di riuscita, di ottenimento del sapere. È lo sforzo dell’uomo per capire.
Il cerchio equivale al suono della nostra lettera R; è la rappresentazione astrale della luna, raffigura il sesso femminile e ha nell’azione la forza della fecondità.
Il cerchio con il punto centrale è il fonema S sibilante, mentre il cerchio raggiato con il punto ha il suono enfatico S’ad (inesistente nella lingua italiana). Esso ha il valore simbolico del sole, la forza virile e nell’azione è il principio fecondante.
La linea verticale è la lettera Nun, il suo valore simbolico è il cielo, la scienza e la potenza creatrice.
La croce è la lettera T, nella simbologia è la stella o le stelle, la verità e la beltà, punto di origine della sorgente (non solo il punto d’acqua ma anche la sorgente dei sentimenti).
È molto interessante constatare che tra i tuaregh è anche diffusa una sorta di lingua muta, trasmessa con i gesti delle mani, usata per messaggi segreti in particolari trattative commerciali o nelle relazioni amorose.
mercoledì 25 agosto 2021
La poesia afghana di Nadia Anjuman
Magari
A voi, ragazze isolate del secolo condottiere silenziose
sconosciute alla gente voi, sulle cui labbra è morto il sorriso,
voi che siete senza voce in un angolo sperduto, piegate in due,
cariche dei ricordi, nascosti nel mucchio dei rimpianti
se tra i ricordi vedete il sorriso
ditelo:
Non avete più voglia di aprire le labbra,
ma magari tra le nostre lacrime e urla
ogni tanto facevate apparire
la parola meno limpida.
lunedì 2 agosto 2021
Una contrarietà peggiore
"Padre, ho perso le monete d'oro che mi avevi affidato" disse il figlio del mercante.
"Non importa "replicò il mercante. "Cerca piuttosto di non farlo sapere in giro."
"Perché?" domandò il giovane, stupito.
"Perché puoi rimediare alla perdita dell'oro", disse il mercante, "ma non al sarcasmo della gente!".
sabato 3 luglio 2021
La poesia araba di Nizar Qabbani
La luna
Ho prenotato per noi due una stanza nella casa della luna,
gli alberghi del
mondo non mi soddisfano più,
l'albergo dove mi piacerebbe
alloggiare ...è
la luna
ma lì, amore mio,
non accettano uomini soli
ci vieni con me,
o mia luna,
sulla luna?
Nizar Qabbani
sabato 5 giugno 2021
Conoscere i Tuareg: l'abbigliamento
domenica 2 maggio 2021
La poesia araba di Jalalauddin Rumi
Sulla generosità
Nella generosità e nell’aiuto degli altri sii come un fiume.
Nel nascondere le mancanze altrui sii come la notte.
Nell’ira e nella furia sii come la morte.
Nella modestia e nell’umiltà sii come la terra.
Nella tolleranza sii come il mare.
Esisti come sei oppure sii come appari.
lunedì 12 aprile 2021
Gli auguri nel mese di Ramadan.
venerdì 2 aprile 2021
Il tulipano











