venerdì 16 aprile 2010

La fonte della libertà.....


     Calligraphie © Hassan Massoudy

                                     

                      La fonte della libertà è nel coraggio( Pericle)


                    The origins of freedom are in courage. (Pericles)   
                    La source de la liberté est dans le courage.(Pericles)
                    La fuente de la libertad esta en la valentia. (Pericles)

 


  

giovedì 25 marzo 2010

"Hakawati- il cantore di storie" di Rabih Alameddine

Una storia racconta....

C’era una volta un povero pastore che viveva in un villaggio sulle montagne. Era talmente povero che non riusciva a sfamare i suoi figli e il più delle volte la famiglia andava a letto senza cena. Una notte aveva una tale fame che sognò Beirut, la città del pane e della prosperità. Decise di andare in città in cerca di fortuna. Non perse neanche un minuto, preparò il fagotto e si incamminò alla volta di Beirut. Deciso a trovare lavoro, parlò con ogni mercante, muratore, capomastro, fornaio, cuoco e orologiaio della città. Pregò che lo assumessero, ma nessuno lo volle. Ci riprovò il giorno dopo, e il giorno dopo ancora, ma senza risultato. Come riuscire a fare fortuna? Una settimana dopo non aveva trovato ancora nulla. Era affamato come non mai e più solo di quanto avesse immaginato. Stanco morto, quando fece buio entrò in una moschea e si stese sul tappeto per dormire. Ma nel cuore della notte i poliziotti lo svegliarono, lo massacrarono di botte e lo portarono in prigione. Si presentò davanti ad un giudice, che gli chiese perché fosse entrato di nascosto nella moschea. Il pastore raccontò del sogno, ma il giudice rimase indifferente e lo condannò a tre giorni di galera.” Solo gli stupidi credono ai sogni” disse il giudice. “La notte scorsa ho sognato un tesoro sepolto sulle montagne, in un campo in cui due sicomori, due querce  e un pioppo proiettano ombre che si muovono come uomini danzanti. Mi hai per caso visto lasciare il lavoro per cercare il tesoro del sogno?”  Il pastore passò tre notti in prigione. Quando lo rilasciarono, tornò a casa di corsa e cercò il famoso campo in cui due sicomori, due querce e un pioppo proiettavano ombre che si muovevano come uomini danzanti, il campo in cui aveva pascolato il suo gregge per tanti anni. Trovò il tesoro sepolto, diventò ricco, sfamò finalmente la famiglia e da quel momento si addormentò ogni notte sazio e felice.

* hakawati è un narratore di racconti, miti e leggende (hekayat) è colui che racconta, che intreccia storie tenendo con il fiato in sospeso chi lo ascolta.....
* hakawati deriva dal libanese haki che significa dialogo o conversazione

domenica 7 marzo 2010

Proverbio arabo ( Abu Dhabi )


                                              Delle tribù gli uomini sono la lana,
                                       ma son le donne a tesserne la trama
.


        8 marzo festa della donna:
          Auguri a tutte le donne

illustrazione:http://www.goodallartists.ca/images2.htm

domenica 14 febbraio 2010

La poesia araba di Nizar Qabbani


                                                     L'amore mio
                                                     mi chiede:
                                                    "qual è la differenza
                                                      tra me e il cielo?"

                                                      La differenza
                                                      è che
                                                      se tu ridi
                                                       - amore mio-
                                                      io dimentico il cielo.


illustrazione: http://www.farid-benyaa.com/

lunedì 25 gennaio 2010

Abbigliamento nel mondo arabo tra passato e presente: burnous / selham


Simbolo di fortuna, ricchezza, autorità e potere, il burnous è uno degli elementi  principali del costume magrebino. Tutti i marocchini infatti, che godono di una certa  agiatezza portano il burnous (o selham come lo chiamano loro) sia in occasione di  particolari cerimonie ufficiali o familiari, che durante l’inverno per proteggersi dal freddo.
In questa stagione, infatti, le persone ricche ne indossano  anche due, uno sopra l’altro, in lana bianco e in tessuto più pesante blu o nero. Si presenta come una sorta di mantella  che arriva sino a metà polpaccio completata da un ampio cappuccio quadrangolare, spesso tessuti in un solo pezzo. Una cucitura, talora ornata da un gallone o da un bordo di passamaneria  chiude il cappuccio ; un’altra guarnizione applicata o lavorata ad ago riunisce le due falde della mantella all’altezza del petto.L’uso del burnous ne fa anche un simbolo di protezione:”mettere qualcuno sotto l’ala del proprio burnous” ( jnah al- barnous) significa che colui che si mette viene protetto dal proprietario del burnous. A volte nel giorno delle nozze il suocero mette la nuora sotto la falda del proprio burnous per farle varcare la soglia della sua nuova casa. Ciò significa che egli sarà il suo protettore nella nuova famiglia, le farà da padre. Infine è bene sapere che il bournous può di per sé rappresentare il musulmano. Un proverbio arabo afferma in modo tassativo che “ un musulmano senza il suo burnous è come un cane senza coda”!!!!

venerdì 1 gennaio 2010

Storia di uno scemo derubato del somaro



Si racconta che uno scemo se ne andava per la strada tenendo in mano la cavezza del suo somaro e tirandoselo dietro. Lo videro due imbroglioni, e l'uno disse al compagno: - Io porterò via il somaro di quell’uomo! - E come farai? - Seguimi e vedrai -. Lo seguì, e l'imbroglione si avvicinò al somaro, gli tolse la cavezza, consegnò il somaro al compagno e si infilò la cavezza sulla testa mettendosi a camminare dietro allo scemo finché fu sicuro che il compare se n'era andato con la bestia; allora si fermò.
Lo scemo lo tirò per la cavezza, ma non si mosse; allora si voltò, vide la cavezza sulla testa di un uomo e gli disse: - E tu chi sei? - Rispose: - Io sono il somaro tuo, e questa è la mia meravigliosa storia: ho una vecchia madre pia; un giorno mi presentai a lei ubriaco, ed essa mi disse: “Figlio mio, pentiti e domanda perdono all'Altissimo di questa trasgressione!” Io presi il bastone, la colpii ed essa mi maledisse. Allora l'Altissimo mi trasformò in un somaro e mi fece cadere nelle tue mani, e sono rimasto con te tutto questo tempo. Oggi però mia madre si è ricordata di me, Iddio ha ispirato al suo cuore di rimpiangermi, essa ha pregato per me, ed ecco che Iddio mi ha restituiti la forma umana perduta.
Disse quel tale: - Non c'è forza né potenza fuorché in Dio, l'Altissimo, l'Eccelso! Che Dio ti benedica fratello; assolvimi di tutto quel che ti ho fatto, cavalcandoti e così via! - L'imbroglione andò per la sua strada e lo scemo a casa sua, abbrutito dall'afflizione e dall'affanno. Gli disse la moglie: - Che cosa ti è successo e dov'è il somaro? - Le rispose: - Tu non sei informata del caso di questo somaro, ora te lo spiegherò io, - e le raccontò la storia.
La moglie esclamò: - Poveri noi, che castigo avremo da Dio! Come mai per tutto questo tempo ci siamo serviti di una creatura umana per somaro! - Poi distribuì elemosine e invocò il perdono di Dio, mentre il marito rimase un certo tempo in casa, disoccupato, finché la moglie disse . - Fino a quando te ne starai tappato in casa senza lavorare? Va' al mercato, compriamoci un altro somaro e servitene per lavorare! - Andò alla fiera, si fermò accanto ad un somaro, ed ecco che era proprio il somaro suo, messo in vendita! Lo riconobbe, gli si avvicinò e parlandogli all'orecchio gli disse: - Disgraziato del malaugurio! Sicuramente tu sei rincasato nell'ubriachezza e di nuovo hai bastonato tua madre! Ma io per me non ti ricomprerò mai più! - Lo lasciò lì e se ne andò.

tratto da " le mille e una notte"

domenica 13 dicembre 2009

Proverbio arabo



                                   Non c'è uomo senza dispiaceri;
                                           e se ce n'è uno, non è un uomo.



illustrazione:

mercoledì 25 novembre 2009

Aid al- Adha


Questa storia ha inizio in un tempo lontano, quando il Profeta Abramo, ormai giunto in tarda età, pregò Allah di concedergli il tanto desiderato figlio, in modo da perpetuare la sua generazione.
Allah esaudì il suo desiderio e Abramo, ottantaseienne, diventò padre di Ismaele.
Quando il bambino compì sette anni, Abramo sognò che Allah gli ordinava di sacrificare suo figlio. E' facile immaginare il dolore di un padre di fronte ad una richiesta del genere, tanto più che si trattava del suo tanto atteso primogenito, ma Abramo decise in cuor suo di obbedire alla volontà di Dio. Aspettò che  il ragazzo crescesse, poi un giorno, visto che il momento era arrivato, Abramo chiese al figlio di prendere un coltello e di seguirlo nella valle per raccogliere la legna. Strada facendo  rivelò la sua intenzione ad Ismaele il quale rispose: «Padre mio, fai quel che ti è stato ordinato: se Allah vuole, sarò rassegnato».
Ma mentre Abramo  stava per eseguire l'ordine, Allah fermò la sua mano sostituendo ad Ismaele un montone. Il profeta divenne così esempio di obbedienza e sacrificio dell’uomo alla volontà di Dio.
In ricordo di ciò,ogni anno i musulmani celebrano la festa di ‘Aid al-Adha” la quale segna anche la fine del  pellegrinaggio alla Mecca.
Chiamata anche “ festa del Sacrificio” o "festa grande" ( Aid al-Kabir) ricade nel decimo giorno del mese di dhu ‘l-hijja, circa 70 giorni dopo  l' Aid al-Fitr (o Aid al-Saghir), l’altra importante festa islamica che segna il termine del mese di Ramadan.
Nel giorno di Aid al-Adha, ogni famiglia che ne abbia i mezzi sacrifica un animale  che deve essere fisicamente integro, adulto e può essere soltanto un ovino, un caprino, un bovino o un camelide , negli ultimi due casi è possibile sacrificare un animale per conto di più persone (fino a sette) e sarà poi consumato in parti uguali dalla famiglia, dagli amici e dai poveri. 
Le feste islamiche hanno un preciso significato spirituale, quindi esse vanno celebrate in primo luogo rendendo culto al Signore.
L’Aid al- Adha inizia con una preghiera comune particolare cantata all’alba del primo giorno di festa nella moschea, in cui partecipano uomini e donne e spesso i bambini che, per l’occasione altamente festiva, usano indossare i loro migliori abiti.
E' molto importante trascorrere le feste con parenti ed amici, visitando, se e' possibile, anche coloro che sono lontani, poiché ciò aiuta a rinsaldare i vincoli familiari ed affettivi, esigenza sempre molto sentita in ambito islamico. Di solito, durante queste festività, i musulmani decorano le proprie case con festoni,ghirlande e luci colorate, e fanno regali ai propri bambini.
Quest’anno l' Aid al- Adha sarà il 27 novembre 2009 (10 Dhu al-Hijja 1430 A.H), più o meno un giorno a seconda del paese dato che ci si basa sul calendario lunare

lunedì 2 novembre 2009

Poesia sufi



Nasciamo senza portare nulla,
moriamo senza poter
portare nulla,
ed in mezzo,
nell'eterno che si
ricongiunge nel breve
battito delle ciglia,
litighiamo per
possedere qualcosa.


  N.Nur-ad-Din

domenica 11 ottobre 2009

Abbigliamento nel mondo arabo tra passato e presente: niqab o nekab



Il verbo arabo naqaba significa ‘velare la faccia’; il niqab è il nome del pezzo di stoffa che copre il volto della donna. Si lega dietro la nuca e lascia scoperti solo gli occhi; ne esistono esemplari molto raffinati ed eleganti, con particolari in pizzo. In Egitto, il niqab è pesante e nero, attraversato da una sottile fessura che permette di vedere, mentre nello Yemen e negli Emirati Arabi ha assunto una forma particolare: si tratta di una tunica intera infilata dalla testa che copre completamente capo, volto e corpo; all’altezza degli occhi vengono lasciate due aperture, i bordi di queste fessure sono spesso molto ricamati e gli occhi della donna che emergono sono molto truccati. Alcune donne lo portano aggiungendo occhiali da sole e guanti.


martedì 6 ottobre 2009

Le donne timide - fiaba algerina

C' era una volta un gruppo di donne algerine analfabete, timide, completamente velate.
Indossavano " l'haikm rema", l'abito tipico algerino, che copre interamente dalla testa fino ai piedi, col viso celato sotto un velo. Un giorno decisero di andare a scuola per la prima volta. Appena entrate in aula si tolsero il velo.

La loro insegnante, per insegnare i verbi, scrisse alla lavagna la frase "Omar entra". Subito le donne si misero il velo pensando che fosse entrato veramente questo Omar. Poi l'insegnante scrisse :" Omar è uscito" Le donne allora si tolsero il velo.
La maestra , che aveva notato le loro reazioni, cominciò a scherzare. Quando toglievano il velo scriveva:Omar è entrato, quando se lo rimettevano scriveva:Omar è uscito, e così via per tutta la lezione. Quando finalmente tornarono a casa, il figlio di una di loro chiese: "Mamma, è andata bene a scuola?". E la madre rispose: "Ma che cosa vuoi che sia andata bene, con quel ragazzo di nome Omar che entrava e usciva continuamente come un soldato e non ci lasciava studiare niente!"


illustrazione: http://www.guilaine-fremont-peinture.com

venerdì 21 agosto 2009

Ramadan karim

                       
                         Se la libertà può essere difesa con le armi
                                      e l'uguaglianza tramite le leggi,
                               la fratellanza invece può vivere e crescere
                                       solo nel cuore dell'uomo.


Cheikh Khaled Bentounes

                 * Buon Ramadan  a tutti i musulmani *


domenica 9 agosto 2009

Stelle cadenti



Una notte l’Inviato di Allah fece osservare una stella cadente ai suoi compagni e chiese loro:”che cosa dicevate di una stella del genere, all’epoca dell’ignoranza, prima dell’Islam?”
risposero :” dicevamo che era presagio di morte o di nascita di una grande personalità” .
“ Né l’uno né l’altro – disse il Profeta- ecco la spiegazione.
Quando Allah prende una decisione, gli angeli che sostengono il Suo Trono, si mettono a rendere gloria al Creatore. Sentendo ciò, gli angeli dei cieli inferiori fanno la stessa cosa, finché l’eco non arriva a questo cielo. In ogni cielo gli angeli si informano a proposito di ciò che Allah ha deciso, finché la notizia non arriva al cielo più basso, il nostro. I diavoli cercano di origliare, ma sono lapidati dagli angeli che li bersagliano ed allora vedete le stelle che li inseguono.”. Può accadere che il diavolo sia colpito immediatamente o che riesca a carpire qualcosa. In tal caso esso si dirige verso uno dei  sui alleati  sulla terra e gli rivela ciò che ha potuto ascoltare.

giovedì 30 luglio 2009

Proverbi siriani


Scegli prima il tuo vicino e poi la casa.
                                                                                                        
الجار قبل الدار

Se il tuo amico è il miele, non lo leccare tutto
                                                                                                إذا كان صاحبك عسل لا تلحسه كله
Ciò che è passato è andato.
                                                                                                                              الي فات مات
La corda di una menzogna è breve
                                                                                                       
حبل الكذب قص
La fretta è del diavolo, il lavoro e la pazienza è da Dio, il Misericordioso
العجلة من الشيطان والتأني من الرحمن                                                                                

Dio manda mandorle a quelli senza denti!
بيطعمياللوزلليمالهأسنان                                                                                                    

Aver fede negli uomini è come avere  fede che l'acqua rimanga in un  setaccio 
يا مآمنة بالرجال متل المي بالغربا                                                                                        ل
Quando abbiamo deciso di commerciare bare, la gente ha deciso di non morire!
                                                                                         
تاجرنابالأكفان, بطلتالناستموت

Ogni nodo ha qualcuno per disfarlo
                                                                                                                          
Non spingere l'ubriaco, casca da solo.

Han dato una rosa a un asino, invece di annusarla l'ha mangiata
.

I piedi vanno dove va il cuore.

Un Aleppino può vendere persino la pelle secca dell'asino

Una piccola scintilla può accendere un grande fuoco


giovedì 2 luglio 2009

"La voce della notte" di Rafik Schami

inizia così......


La storia più incredibile che abbia mai sentito è quella del cocchiere Salim, che perse la parola. E, se non l'avessi visto con i miei occhi, non ci avrei mai creduto. Tutto cominciò nell'agosto del 1959, in uno dei quartieri più vecchi di Damasco. Ero alla ricerca di una storia fantastica e sensazionale, ed ero certo che là avrei potuto trovarla, perchè in nessun luogo si sanno raccontare le storie come in questa città.
Un tempo , infatti a Damasco viveva gente bizzarra: cosa del tutto naturale visto che stiamo parlando di una città molto, molto antica. Andare a Damasco è come tornare indietro nel tempo di duecento anni almeno. Ecco perchè i suoi vicoli pullulano di strani personaggi. E il cocchiere Salim era uno di loro. Piccolo e mingherlino, aveva una voce così profonda da far pensare a un omone grande e grosso, con le spalle larghe. Pensate che era una leggenda già da vivo, in una città dove le leggende e i dolci al pistacchio sono solo due delle tante specialità.
Durante i colpi di stato e le guerre civili degli ultimi cinquant'anni, gli abitanti dei quartieri più vecchi di Damasco spesso e volentieri hanno trasformato i loro ministri  e uomini politici nei protagonisti di storie comiche e spassose, ma nessuno, dico nessuno, sapeva raccontarle meglio del cocchiere, e ad ascoltarlo venivano le lacrime agli occhi dal gran ridere. Ma come fece a diventare il narratore più famoso del nostro quartiere?
Vi risponderò con una storia (....)


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