sabato 29 settembre 2007

Il pane e i sogni

Durante un lungo ed estenuante viaggio, tre uomini avevano stretto amicizia. Avevano condiviso piaceri e difficoltà e messo in comune tutto ciò che possedevano.
Dopo aver camminato per giorni e giorni, i tre viaggiatori si accorsero che non rimaneva loro altro che un boccone di pane e un sorso d'acqua in fondo alla borraccia. Cominciarono a discutere per sapere a chi toccava consumare le ultime provviste. Non riuscendo ad accordarsi, cercarono di dividere il pane e l'acqua, ma la divisione si rivelò impossibile. Mentre la notte stava calando, uno di loro suggerì di andare a dormire;al risveglio, colui che avrebbe fatto il sogno più significativo 
avrebbe deciso sul da farsi.La mattina seguente, i tre uomini si alzarono all'alba.

"Ecco il sogno che ho fatto", raccontò il primo. Sono stato trasportato in luoghi così meravigliosi e sereni che non ho parole per descriverli. Ho incontrato un saggio che mi ha detto: 'Il cibo è tuo di diritto, perché la tua vita, passata e futura, è meritevole e suscita, giustamente, ammirazione".
"Che strano!", disse il secondo. "Nel mio sogno ho visto svolgersi tutta la mia vita passata e futura. In quest' ultima ho incontrato un uomo che conosceva tutte le cose e che mi ha detto: 'Sei tu che meriti di mangiare questo pane, perché sei più sapiente e più paziente dei tuoi amici. Devi essere ben nutrito, perché è tuo destino guidare gli uomini'".
Il terzo viaggiatore, a sua volta, disse: "Nel mio sogno non ho visto nulla, non ho udito nulla e non ho detto nulla, ma ho sentito una forza irresistibile che mi ha spinto ad alzarmi, a prendere il pane e l'acqua e a consumarli all'istante. E così ho fatto".



venerdì 21 settembre 2007

Gli altri possono indicarvi la via, ma ognuno deve percorrerla da solo


Les autres peuvent vous indiquer la voie, mais il faut la parcourir soi-même

Others can show you the way, but you must walk it yourself.


Los otros pueden indicaros el camino pero tenéis que recorrerlo vosotros mismos


                                                                 Calligraphie © Hassan Massoudy


lunedì 10 settembre 2007

Giuha ed il capretto costoso جُحا والجَدْيُ الثَّمينُ


Giuha aveva una vicina di casa anziana che possedeva un capretto denutrito, deperito e deturpato. Un giorno lo voleva vendere a Giuha, ma lui aveva rifiutato di comprarlo.
       كانتْ لِجُحا جارَةٌ عَجوزٌ الَّتي تَمْتَلِكُ جَدْيًا أَعْجَفَ مَهْزولاً مُشَوَّهًا. أَرادَتْ ذاتَ يَوْمٍ أَنْ تَبيعَهُ إِلى جُحا، ولَكِنَّ جُحا رَفَضَ شِراءَهُ.
La vecchia tornò a proporre il capretto a Giuha e ripeté questa proposta numerose volte, poiché aveva un enorme bisogno di denaro.
أَعادَتِ العَجوزُ عَرْضَ الجَدْيِ على جُحا، وكَرَّرَتْ هَذا العَرْضَ عِدَّةَ مَرَّاتٍ، لِحاجَتِها الشَّديدَةِ إِلى المالِ.                    Giuha che aveva pietà di lei, se ne andò meditando un modo per vendere il capretto ad un prezzo tale da soddisfare la sua necessità.
فَأَشْفَقَ عَلَيْها جُحا، وراحَ يُفَكِّرُ لَها في طَريقَةٍ لِبَيْعِ الجَدْيِ بِثَمَنٍ يَسُدُّ حاجَتَها.   
Il giorno seguente, Giuha tornò dalla vecchia e disse: "Domani vai al mercato e porta con te il capretto per venderlo".
  في اليَوْمِ التَّالي، جاءَ جُحا إِلى العَجوزِ وقالَ: "غَدًا اذْهَبي إَلى السُّوقِ، واِحْمِلي مَعَكِ الجَدْيَ لِبَيْعِهِ".
 La vecchia gli disse: "Hai un compratore per lui?"
  قالَتْ لَهُ العَجوزُ: "وهَلْ لَدَيْكَ مُشْتَرٌ لَهُ؟"
Giuha disse: "Io sarò presente al mercato, contratterò con te il suo acquisto, ma non accettare un prezzo inferiore a cento dinari, e . . . attenta a non esitare finché sarà terminata la sua vendita".
 قالَ جُحا: "أَنا سَوْفَ أَحْضُرُ في السُّوقِ، أُساوِمُكِ على شِرائِهِ، فَلا تَقْبَلي فيهِ ثَمَنًا أَقَلَّ مِنْ مِائَةِ دينارٍ و . . . إيَّاكِ أَنْ لا تَتَرَدَّدي حتَّى يَتِمَّ بَيْعُهُ" .  
La vecchia si meravigliò delle sue parole, e prese l'iniziativa dicendo: "Oh Giuha, cento dinari? Che  somma enorme! Le mie mani non hanno ricevuto niente per anni e anni, ma dimmi, perché lo vuoi comprare per cento dinari al mercato quando posso vendertelo qui per molto meno di quel prezzo?"
   تَعَجَّبَتِ العَجوزُ مِنْ قَوْلِهِ، وبادَرَتْهُ قائِلَةً: "مِائَةُ دينارٍ يا جُحا؟ يا لَهُ مِنْ مِبْلَغٍ ضَخْمٍ! لَمْ تَحْصُلْ عَلَيْهِ يَدي مُنْدُ سَنَواتٍ وسَنَواتٍ، و لَكِنْ قُلْ لي: لِماذا تُريدُ أنْ تَشْتَرِيهِ بِمِائَةِ دينارٍ في السُّوقِ و أَنْ أَبِيعَهُ لَكَ هُنا بِأَقَلَّ مِنْ ذَلِكَ الثَمَنِ بِكَثيرٍ؟"
Giuha disse: "Fai ciò che ti ho chiesto, e non esitare finché ti sarà possibile vendere il capretto". La vecchia disse gioiosa ed allegra: "Il nostro appuntamento è domani al mercato, Giuha".
قالَ جُحا: "افْعَلِي ما طَلَبْتُهُ مِنْكَ، ولا تَتَرَدَّدي َحَتَّى يُمْكِنَكِ أَنْ تَبيعِي الجَدْيَ". قالَتِ العَجوزُ في سُرورٍ و رِضًا: "مَوْعِدُنا غَدًا بِالسُّوقِ يا جُحا".
Il giorno seguente la vecchia andò al mercato, portò il capretto con sé ed eseguì ciò che aveva concordato con Giuha, propose il capretto in vendita, ma nessuno si avvicinò a comprarlo.
في اليَوْمِ التَّالي ذَهَبَتِ العَجوزُ إِلى السُّوقِ، حَمَلَتْ مَعَها الجَدْيَ و نَفَّذَتْ ما اتَّفَقَتْ عَلَيْهِ مَعَ جُحا، عَرَضَتِ الجَدْيَ لِلْبَيعِ، فَلَمْ يُقْبِلُ على شِرائِهِ أَحَدٌ
Dopo un po' si presentò Giuha, la vecchia lo vide arrivare da lontano ed aveva con sé un bastone per misurare.
 بَعْدَ قَليلٍ حَضَرَ جُحا، َرَأَتْهُ العَجوزُ قادِمًا مِنْ بَعِيدٍ، و مَعَهُ عصا لِلْقِياسِ.
 Giuha girava tra i venditori con il bastone per misurare, poi si avvicinò alla vecchia come se non la conoscesse e le chiese: "E' in vendita questo capretto?" "Sì signore" disse la vecchia.
      كانَ جُحا يَطوفُ بَيْنَ البَائِعِينَ وَمَعَهُ عصا يَقيسُ بِها، ثُمَّ أَقْبَلَ عَلى العَجوزِ كأَنََهُ لا يَعْرِفُها و سأَلَها: "أ هَذا الجَدْيُ لِلْبَيْعِ؟" قالَتِ العَجوزُ:" نَعَمْ يا سَيِّدي".
Giuha prese a misurare la lunghezza del capretto, la sua larghezza e l'altezza numerose volte fino ad attirare gli sguardi della gente.
أخذ جُحا يَقيسُ طولَ الجَدْيِ، وعَرْضَهُ، وارْتِفاعَهُ مَرَّاتٍ عديدةٍ حَتَّى يَلْفِتَ أَنْظارَ النَّاسِ.
La gente si meravigliò e si raggruppò intorno a Giuha ed al capretto. Poi Giuha cominciò a contrattare con la vecchia il prezzo del capretto, cominciando da un dinaro, mentre la vecchia gli chiedeva di aumentare il prezzo. Allora lui cominciò ad aumentare il prezzo.
    اسْتَغْرَبَ النَّاسُ وَ تَجَمَّعوا حَوْلَ جُحا والجَدْيِ. ثُمَّ بَدَأَ جُحا يُساوِمُ العَجوزَ في ثَمَنِ الجَدْيِ، بَدْءًا مِنْ دينارٍ، بَيْنَما كانَتِ العَجوزُ تَطْلُبُ مِنْهُ أَنْ يَزيدَ في الثَّمّنِ. فَأَخَذَ جُحا يَزيدُ في ثَمَنِهِ.
A questo punto la gente partecipava con Giuha ad alzare il prezzo del capretto finché il suo prezzo arrivò a trenta dinari. La vecchia disse: "Non lo venderò poiché vale molto più di quello".
عِنْدَئِذٍ شارَكَ النَّاسُ جُحا في رَفْعِ ثَمَنِ الجَدْيِ حَتَّى وَصَلَ ثَمَنُهُ إِلى ثَلاثينَ دينارًا. َقالَتِ العَجوزُ: "لَنْ أَبيعَهُ فَهُوَ يُساوِى أَكْثَرُ مِنْ ذَلِكَ بِكَثيرٍ
Giuha prese ad alzare il prezzo, la gente pure, fino a che Giuha giunse a novanta dinari, ma la vecchia disse: "Non lo venderò per meno di cento dinari".
"راحَ جُحا يَزيدُ في الثَّمَنِ، والنَّاسُ كَذَلِكَ، حَتَّى وَصَلَ جُحا إِلى تِسْعينَ دينارًا، وَلَكِنَّ العَجوزَ قالَتْ: "لَنْ أَبيعَهُ بِأَقَلَّ مِنْ مِائَةِ دينار
Qui Giuha manifestò il suo dispiacere e disse: "Magari avessi questa somma, se l'avessi lo comprerei immediatamente e senza esitazione". Poi la lasciò mostrandosi dispiaciuto e camminò per il mercato.
.هُنا أَبْدى جُحا أَسَفَهُ وقالَ: "لَيْتَ مَعَي هَذا المَبْلَغَ، و لَوْ كانَ مَعَي لاشْتَرَيْتُهُ فَوْرًا ودونَ تَرَدُّدٍ". ثُمَّ تَركَها مُظْهِرًا أَسَفَهُ و مَشى في السُّوقِ
Uno dei mercanti vide ed ascoltò ciò che era successo, e pensò che nel capretto ci fosse un gran segreto e lo comprò per cento dinari.
رأَى أَحَدُ التُّجَّارِ و سَمِعَ ما حَدَثَ، فحَسَبَ أَنَّ في الجَدْيِ سِرًّا عَظيمًا، فاشْتَرَاهُ بِمِائَةِ دينارٍ.
Il commerciante si precipitò dietro a Giuha, lo fermò e gli disse: "Ti prego di farmi sapere il segreto del tuo interesse a comprare questo capretto e l'utilità che speravi avere dal suo acquisto".
أَسْرَعَ التَّاجِرُ خَلْفَ جُحا، اِسْتَوْقَفَهُ وقالَ لَهُ: "أَرْجوكَ أَنْ تُعَرِّفَني سِرَّ إِقْبالِكَ على شِراءِ هذا الجَدْيِ و اَلْفائِدَةَ الَّتي كُنْتَ تَرْجوها مِنْ شِرائِهِ ".
Giuha afferrò il capretto e cominciò a misurare la lunghezza e la larghezza, poi disse: "Se fosse stato più lungo di due pollici e più largo di uno, la sua pelle sarebbe servita per un tamburo per la festa di matrimonio di mia figlia".
    أَمْسَكَ جُحا الجَدْيَ وأَخَذَ يَقيسُهُ طولاً وعَرْضًا، ثُمَّ قالَ: "لَوْ كانَ طولُهُ يَزيدُ إِصْبَعَيْنِ وعَرْضُهُ يَزيدُ إَصْبَعًا، لَصَلَحَ جِلْدُهُ أَنْ يَكونَ طَبْلَةً لِحَفْلِ عُرْسِ ابْنَتِي".
 Poi salutò l'uomo sorridendo e si allontanò.
  ثُمَّ وَدَّعَ الرَّجُلَ مُبْتَسِمًا فاِنْصَرَفَ.


www.arab.it

lunedì 3 settembre 2007

Di ciò che è passato.......




Di ciò che è passato
non devi far parola alcuna.

Di ciò che dovrà avvenire
non devi far domanda alcuna.

Sul passato e sul futuro
non costruir castello alcuno.

Dell'istante approfitta
e la vita non sprecare mai.



Da "il silenzio" di Mohsen Makhmalbaf
titolo originale "sokout"

mercoledì 29 agosto 2007

"Mille splendidi soli" di Khaled Hosseini

 inizia così.........


Mariam aveva cinque anni la prima volta che sentì la parola harami. 
Accadde di giovedì. Doveva essere per forza giovedì, perché ricordava di essersi sentita inquieta e pensierosa tutto il giorno, come le capitava di sentirsi soltanto il giorno in cui Jalil veniva a trovarla alla kolba.
Per far passare il tempo sino al momento del suo arrivo, quando finalmente l’avrebbe visto salutare con la mano mentre attraversava la radura con l’erba alta sino al ginocchio, Mariam era salita su una sedia e aveva tirato giù il servizio da tè cinese della madre, Nana.

Il servizio da tè era la sola reliquia che Nana conservasse della propria madre, morta quando lei aveva due anni. Custodiva con venerazione ciascuno dei pezzi di porcellana bianca e azzurra: la teiera dal becco elegantemente ricurvo,i fringuelli e i crisantemi dipinti a mano, sulla zuccheriera il drago che doveva allontanare il malocchio. Fu quest’ultimo pezzo che scivolò dalle dita di Mariam andando in frantumi sulle assi di legno del pavimento della kolba.Quando Nana vide la zuccheriera, si fece rossa in viso, il labbro superiore ebbe un tremito e gli occhi, sia quello buono che quello guasto, fissarono Mariam con uno sguardo inespressivo, immobile. Era così fuori di sé da far temere a Mariam che il jinn sarebbe entrato nuovamente nel corpo della madre. Ma il jinn non si presentò, no quella volta almeno. Nana, invece, afferrò Mariam per i polsi, se la tirò vicina e a denti stretti le disse:”sei una piccola , goffa harami. Questa è la ricompensa per tutti i sacrifici che ho fatto per te. Rompere l’unica mia eredità, piccola goffa harami”.................

                                       

domenica 26 agosto 2007

Le quattro mogli



C’era un ricco commerciante che aveva quattro mogli. La moglie che amava di più era la quarta. La vestiva con vestiti lussuosi e gli concedeva ogni delicatezza.
Si occupava di lei con la massima cura e non gli negava le cose migliori.
Amava molto anche la terza moglie. Era molto orgoglioso di lei e cercava sempre di mostrarla ai suoi amici. Eppure il mercante aveva molta paura che potesse fuggire con qualche altro uomo.
Amava molto la sua seconda moglie. Si trattava di una persona molto paziente ed egli la considerava la sua confidente. Ogni qualvolta che si trovava a dover affrontare qualche problema si rivolgeva alla seconda moglie ed essa lo aiutava a superare il momento difficile.
La prima moglie infine era una compagna molto fedele e aveva dato un grande contributo alla sua fortuna commerciale e alla cura della famiglia. Tuttavia il commerciante non l’amava e ben difficilmente seguiva il suo consiglio. Un giorno il commerciante si ammalò e si rese conto che non avrebbe avuto più molto da vivere. Pensando alla sua vita lussuosa diceva a se stesso: “E’ vero che ho quattro mogli, ma quando muoio sarò solo. Ah quanto sarò solo! Disse alla quarta moglie: “ Ti ho amato più di ogni altra donna, ti ho rivestito degli abiti più raffinati e non ho trascurato per te nessuna cura. Ora sto morendo, vuoi seguirmi e continuare a farmi compagnia?” “Certo che no!” esclamò la quarta moglie e si allontanò senza dire altro. La risposta trafisse il cuore del mercante come un coltello affilato.
Triste, il mercante disse allora alla terza moglie: “Ti ho amato tanto per il tutto il corso della mia vita. Ora sto morendo, vuoi seguirmi e tenermi compagnia?”
“No, rispose la terza moglie, la vita è davvero buona qui, e mi risposerò quando tu morirai!” Il cuore del mercante divenne freddo come ghiaccio.
Disse allora alla seconda moglie: “ Mi sono sempre rivolto a te e tu mi hai sempre aiutato. Adesso ti chiedo di aiutarmi ancora. Sto morendo, vuoi seguirmi e tenermi compagnia?”.
 “Mi dispiace, questa volta non posso aiutarti, disse la seconda moglie, al massimo posso farti seppellire”. Questa risposta colpì il mercante come un fulmine e ne fu devastato. 
Sentì un grido: “Io verrò con te, ti seguirò ovunque tu andrai”. Il mercante guardò su e vide la sua prima moglie. Era così magra da sembrare denutrita. Molto dispiaciuto il mercante disse: “Avrei dovuto occuparmi meglio di te”.

Ebbene ognuno di noi prende quattro mogli nella sua vita
La quarta moglie è il tuo corpo. Non importa lo sforzo con il quale lo curi, lo dovrai lasciare.
La tua terza moglie è ciò che possiedi, la tua condizione, la tua ricchezza. Quando muori tutto va agli altri.
La seconda moglie sono la tua famiglia e i tuoi amici. Per quanto ci stiano vicini nella vita non possono stare con te nella morte..
La prima moglie è invece la tua anima. Tanto trascurata e negletta nella ricerca dei beni materiali e dei piaceri sensuali. E’ davvero l’unica cosa che ti segue ovunque tu vada.
  

sabato 25 agosto 2007

Proverbi arabi


Il vuoto da' la strada al pieno
الفاضي يخلّي للمليان
Fai del bene e gettalo nel mare
إعمل معروف وارمي في البحر
Chi scava un fosso con cattiveria, ci finisce dentro
يا حافر جورة السوء يا واقع فيها
Il vicino che ti e' prossimo e' preferibile al fratello lontano
جارك القريب ولا أخوك لبعيد
La casa è di nostro padre e lo straniero ce ne scaccia
الدار دار أبونا وجوا الغرب يطحونا  
Verrà il giorno in cui i furbi saranno schiacciati come l'aglio
للثعالب يوم مثل دق الثوم
Non gettare la pietra nel pozzo dopo averci bevuto
لا تشرب من البير وترمي فيه حجر
Una sola mano non può applaudire
يد وحدها ما بتصفق
Nessuno taglierà la testa, se non Colui che l' ha fatta
ما بقطع الراس الا اللي ركبه
Bussa alla porta prima di entrare
دق الباب قبل ما تدخل
 L' ignorante e' nemico di se stesso
الجاهل عدو نفسه
L'amico si riconosce nel bisogno
الصديق وقت الضديق
Ogni occhio ha il suo sguardo
كل عين ولها ناظورها
 L'occhio non e' mai al di sopra del sopracciglio
العين مابتعلاش على الحاجب
Tutto ciò che e' scritto sulla fronte, viene sempre visto
المكتوب على الجبين لازم تشوفو العين
Non osare maltrattare il volto che vedi di mattina
الوجه اللي بتصابحو كيق الك عين اتقبحو
L' occhio e' quello che mangia
العين اللي بتوكل
Se nutri la bocca, l'occhio diventa timido
اطعم الثم تستحي العين
L'occhio vede, ma la mano non puo' raggiungerlo
العين باصيرة واليد قاصيرة
Anche il pulcino dell'oca galleggia
فرخ البط عوام
Allunga il passo secondo la grandezza del tuo tappeto
مد رجليك على قد الحافك
Ogni scimmia, agli occhi di suo padre, e' una gazzella
القرد في عين امه غزال
Se il tuo vicino ti odia, sposta la porta della tua casa
Una mela non cade mai troppo lontano dal suo albero
Metti abiti della tua misura
Non puoi cavare farina da un sacco di carbone

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